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Gli enti di ricerca di Bologna si mobilitano sui temi del precariato

I documenti approvati dalle assemblee sui precari tenute all'ENEA ed al CNR.

06/10/2008
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Comunicato sull'assemblea del 3 ottobre 2008
del personale CNR ed INAF di Bologna

L'assemblea del Personale dell'Area Ricerca CNR ed Inaf di Bologna, indetta oggi, 3 ottobre 2008, dalle OO.SS. FLC CGIL, FIR-CISL, UIL-PA UR, dalle RSU-CNR, con la partecipazione del gruppo di lavoratori di Precarea, ha votato, all'unanimità, lo stato di AGITAZIONE promosso dalle OOSS, e convoca l'ASSEMBLEA PERMANENTE dei Lavoratori dell'AREA per ribadire la gravità dell'impianto normativo sulla Ricerca che l'attuale Governo ha messo in atto, e del quale l'emendamento all'art. 37 bis del DDL 1441, attualmente in iter di approvazione, e che mira in sostanza a cancellare il processo di stabilizzazione in corso, non è che la cartina di tornasole.

La legge 133/2008, approvata forse non a caso in agosto, blocca di fatto, o limita fortemente, il turn-over, e riduce ulteriormente le dotazioni ordinarie di Università ed Enti di Ricerca. Tale legge, inoltre, impone una riduzione progressiva della pianta organica del personale e fissa un limite temporale all'utilizzo dei lavoratori precari, indipendentemente dalla forma di contratto e dalla provenienza dei fondi utilizzati. Stando alla situazione attuale, questo porterà in breve tempo alla espulsione della quasi totalità del personale precario attualmente presente negli Enti, personale fondamentale per la sopravvivenza dei progetti di ricerca e degli enti stessi.

Si ritiene che questa azione mini definitivamente non solo il futuro dei lavoratori precari del settore, ma addirittura il presente stesso dell'intero sistema della Ricerca Pubblica Italiana.

L'assemblea e le OOSS chiederanno agli Enti di Ricerca presenti sul territorio bolognese che esprimano un fermo dissenso rispetto l'impianto legislativo sopra descritto, e si impegnano a preparare tutte le iniziative possibili per contrastare l'azione del Governo e a comunicare all'opinione pubblica il reale impatto che questa avrà sulla Ricerca e sul Paese.

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Resoconto dell'assemblea del 30 settembre 2008
all'Enea di Bologna

Il 30 settembre si è svolta una assemblea degli iscritti FLC Cgil in Enea Bologna (allargata anche ai non iscritti e ai lavoratori delle altre sedi provinciali, compreso il Brasimone) sul tema del precariato, ed in particolare sull'emendamento proposto dal Governo di cancellazione delle precedenti norme sulle stabilizzazioni.

L'assemblea, richiesta come urgente, aveva anche il compito di decidere l'organizzazione della partecipazione all'assemblea/manifestazione del 2 ottobre a Roma, indetta dalle categorie nazionali della ricerca di CGIL,CISL e UIL, davanti la sede centrale Enea, a sostegno, appunto, degli impegni presi tra Enea ed OOSS, sulle assunzioni, proroghe e trasformazione di tutti i contratti a tempo determinato attualmente in essere in Enea.
L'assemblea comunque prodotto, dopo una vivace discussione tra i presenti, di cui la maggioranza era di lavoratori precari, un documento/mozione finale che raccoglie una serie di idee e richieste al nostro sindacato, ma anche ad altri sindacati, che si può sintetizzare in questi termini:

"L'assemblea della FLC Cgil in Enea Bo del 30 settembre '08, in merito ai provvedimenti sul personale precario del settore Ricerca, già emessi dal Governo e ad altri che sono in preparazione, si esprime:

  • Contro i tagli al comparto Ricerca ed al settore del Pubblico impiego in generale;

  • Contro i provvedimenti che riguardano i lavoratori precari, sia quelli già emessi che quelli che si stanno presentando in Parlamento.

  • Contro la Riforma della Università e la Scuola Pubblica, che così come prospettata, inciderà in maniera più che negativa, anche per la Ricerca.

L'assemblea poi propone di:

  1. Chiedere all'Enea di esprimersi in merito alla questione dei precari del proprio organico e di rispettare gli accordi sottoscritti con le OOSS. Al riguardo devono essere avviate immediatamente le pratiche per le stabilizzazioni, i concorsi, le proroghe e per attuare tutto quanto deciso in quegli accordi.

  2. Rafforzare il più possibile l'unità sindacale su tutta la partita del precariato;

  3. Coinvolgere tutti i capistruttura Enea, i capi progetto e le Direzioni dei Centri sulla questione; si ritiene di dover fare massa critica di tutte le forze interne ed esterne all'Enea che sono sensibili al tema, oltre le OOSS e i dipendenti tutti. Coinvolgere inoltre la Regione Emilia Romagna, chiedendo un esplicito pronunciamento, considerato che l'intero programma di ricerca della Regione verrebbe meno, se non venisse garantita la continuità degli assegni di ricerca.

  4. Si propone di presentare un documento, sia all'Enea che ai Ministeri competenti, che contenga l'elenco di tutti i progetti di ricerca che dovranno essere abbandonati o ridotti se non si garantisce la presenza dei lavoratori precari che li stanno gestendo insieme agli altri dipendenti, quantificando anche il danno economico che da ciò ne deriverebbe.

  5. Fare una verifica legale sulla norme in fase di discussione parlamentare, verificandone la valenza in termini di retroattività.

  6. Preparare nell'immediato una iniziativa pubblica sul precariato della ricerca che coinvolga tutti gli enti di ricerca di Bologna e l'università, la quale riceve pure un colpo durissimo sui finanziamenti, tanto che, oltre a trasformarla in modo che i giovani potrebbero trovare una università solo privata già dal prossimo anno i certo metterà in discussione tutta l'attuale attività didattica e di ricerca.

  7. Inoltre, si fa proprio il documento deliberato dalle RSU ENEA Bo il 29-9-08, a sostegno delle iniziative sui precari, chiedendone la diffusione negli altri istituti di ricerca, nonché di continuare la raccolta firme tra i dipendenti, iniziata dalle RSU".

In chiusura si sono raccolte le adesioni per la delegazione che parteciperà all'assemblea di Roma.

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