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Scuola: avvio Fase 2 in Emilia Romagna, ognuno faccia la propria parte

I sindacati della scuola esprimono le proprie preoccupazioni in un messaggio inviato all’assessore all’istruzione: le ipotesi che circolano per la ripartenza sono preoccupanti.

03/05/2020
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“La scuola è relazione e partecipazione. È comunità. È il cuore della democrazia di un paese. Deve poter partire e per farlo servono certezze e risorse”. È questo il cuore di un messaggio che in Emilia-Romagna i segretari regionali dei sindacati di settore hanno inviato all’assessore all’Istruzione. La nota, firmata da Monica Ottaviani della Flc Cgil, Monica Barbolini della Cisl Scuola Fsur, Serafino Veltri della Uil Scuola Rua, Gianfranco Samorì della Snals Confsal e Rosarita Cherubino della Gilda Fgu Unams, evidenzia le preoccupazioni delle organizzazioni di rappresentanza in questi tempi di emergenza legata al coronavirus: “le ipotesi che circolano di doppi turni, riduzione degli alunni per classe, riduzione del tempo scuola, didattica in presenza alternata a quella a distanza, orari scaglionati richiedono una attenta valutazione per ambiti specifici, a partire dalla scuola dell’infanzia e da quella primaria. Così come sarà necessario ragionare di riorganizzazione dei servizi di mensa e dei trasporti”.

Riflessioni frutto anche di un incontro tenutosi nei giorni scorsi tra i sindacati e l’Ufficio scolastico regionale Emilia-Romagna sull’organico dei docenti per il prossimo anno scolastico. I posti in regione sono 53.086, comprensivi dei posti di sostegno. “Solo la nostra decisa presa di posizione a livello nazionale – si legge nel comunicato – ha permesso la conferma della attuale dotazione organica nonostante il calo complessivo degli alunni di circa 29 mila unità. Ciò ha evitato in primo luogo la perdita di posti di lavoro e ha reso parzialmente possibile la continuità didattica in una situazione di grave emergenza sanitaria come quella che stiamo attraversando ormai dal 23 febbraio. Si prevede che gli studenti in Emilia-Romagna saranno circa 500.000 con una riduzione di circa 700 unità rispetto all’anno in corso. Sarà imprescindibile, in una fase successiva ma non lontana,  attivare forme poderose di compensazione per affrontare con serietà la ripresa dell’anno scolastico garantendo un tempo scuola lungo legato all’emergenza Covid-19”.

“La sola riconferma dell’organico ora assegnato – scrivono i leader sindacali – non sarà quindi sufficiente a garantire una regolare ripartenza, che per le caratteristiche di emergenza, si presenta molto complessa. Questo impone l’adozione di misure straordinarie, non solo sul versante della sicurezza e della tutela del personale e degli studenti. Servono investimenti in personale e stabilizzazioni massicce per consentire la didattica in presenza, per evitare assembramenti e ridurre il numero degli alunni per classe, per dare supporto agli studenti più svantaggiati o più fragili garantendo a tutti, senza distinzione, il diritto allo studio. Ma anche personale ATA di supporto, per garantire la sicurezza e le attività amministrative e tecniche. Servono altresì luoghi fisici funzionali al distanziamento sociale: per questo sono urgenti interventi per l’edilizia scolastica e nuovi spazi dove poter fare lezione. Così come vanno individuate soluzioni di riorganizzazione delle attività che agiscano sul versante del recupero delle carenze degli studenti, sulla valorizzazione della continuità didattica e ristabiliscano quelle relazioni che sono venute meno in questi mesi. Non si può trascurare la necessità di una spinta innovativa sulla formazione di tutto il personale scolastico a tutela della salute e a supporto della digitalizzazione. Servono investimenti e un progetto per rimettere al centro della politica e delle priorità del Paese la scuola che, in questa vicenda, ha subito una ferita profonda, come ha ricordato il Presidente Mattarella. In questo contesto non servono fughe in avanti: tutti i soggetti istituzionali e sociali,  sono chiamati alla responsabilità per garantire e agevolare un avvio di anno scolastico nel rispetto prioritario della salute pubblica. “Ognuno – si legge a conclusione del messaggio – dovrà fare la propria parte”.

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