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“L’Italia divisa” vista dalla Rete della Scuola del Popolo

Grande successo dell’iniziativa organizzata dalla Camera del Lavoro di Caserta.

23/12/2020
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200 partecipanti in videoconferenza, 3 classi di tre Istituti superiori collegati, una punta di 136 presenze contemporanee. In linea il regionale Cgil Campania e le Camere del Lavoro di Caserta, Salerno, Napoli, Avellino, Benevento, Campobasso, Palermo, Catania, Oristano e Cagliari. Tante le Scuola del Popolo e varie le FLC CGIL territoriali che hanno seguito l’iniziativa organizzata dalla Camera del Lavoro di Caserta tenutasi il 22 dicembre 2020. Il nucleo centrale dell’iniziativa è stato la Lectio Magistralis del Prof. Giovanni Cerchia sul tema “L’Italia divisa. La persistenza del dualismo tra Nord e Sud e gli effetti sul sistema della conoscenza per lo sviluppo sociale ed economico del mezzogiorno” a cui ha fatto seguito l’intervento della Segretaria Cgil nazionale Gianna Fracassi.

Il Prof Cerchia ci ha condotto in un viaggio affascinante di ricostruzione delle basi storico scientifiche che hanno portato all’odierno dualismo Nord-Sud nel nostro paese. Un paese giovane il nostro, nato nella culla del cristianesimo e che ha dovuto confrontarsi con il potere temporale della Chiesa. Un paese che ha scelto una differenziazione del processo di sviluppo investendo industrialmente nel nord lasciando al sud uno sviluppo legato all’agricoltura, senza infrastrutture e investimenti per superare un gap già presente nel 1861. Scelta poi consolidata nel periodo fascista con un sistema produttivo di supporto all’attività bellica tutto concentrato nelle fabbriche del nord con il consenso e l’appoggio incondizionato dei latifondisti del meridione.

Neanche il dopoguerra ha cambiato l’approccio politico: la maggior parte dei fondi del piano Marshall hanno infatti finanziato il sistema industriale settentrionale. Bisogna aspettare la Cassa del Mezzogiorno per  cominciare a vedere investimenti nelle infrastrutture al sud. Ma, incredibile, anche la gran massa delle rimesse degli emigrati del meridione sono finiti per finanziare lo sviluppo industriale del nord. A questo, si aggiunge, come sottolineato dalla Segretaria della Cgil Gianna Fracassi un atteggiamento "in continuità" degli ultimi governi: l’impegno di garantire al meridione il 45% dei gli investimenti in conto capitale del bilancio dell’Italia, ad esempio, approvato dal governo Ciampi, è stato immediatamente disatteso dal successivo governo Berlusconi. Da questa analisi la proposta politica della Cgil di proporre un principio nell’interesse di tutti: il rilancio del Paese, anche nel dopo pandemia, non può che ripartire dalla rinascita del meridione. Questa la sfida: aggredire soprattutto il tema della disoccupazione giovanile e femminile i cui dati al sud sono drammaticii. Ma qualunque progetto non può che partire da un serio investimento, oltre che nelle infrastrutture, anche nell’istruzione e da un serio contrasto alla dispersione scolastica a cominciare appunto dal meridione. Necessario, conseguentemente, aggredire il divario nord-sud partendo da: tempo scuola, asili nido, contrasto alla dispersione scolastica e ai neet. Il moderatore, Costantino Leuci, ha coordinato gli interventi delle Camere del Lavoro di Benevento, Catania, Cagliari, Oristano e della Flc di Palermo.

Alle richieste di chiarimenti e approfondimenti, provenienti soprattutto dagli studenti delle scuole collegate, ha risposto Alessandro Rapezzi della FLC CGIL nazionale, mentre, in chiusura Ivo Vacca ha parlato dei prossimi appuntamenti in via di definizione organizzativa che verranno proposti delle varie Scuole del Popolo.