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Rottura delle relazioni sindacali all’Università della Calabria

Dura presa di posizione della FLC CGIL, UIL-RUA, CISL, CSA della Cisal Università, USB P.I., CONFSAL/SNALS e della RSU dell’ateneo.

23/05/2014
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Pubblichiamo di seguito il testo della lettera dei sindacati calabresi e della Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’ateneo inviata al Rettore dell’Università della Calabria, al suo Direttore generale e a tutto il personale. Dichiarato anche lo stato di agitazione del personale tecnico amministrativo e il blocco delle attività legate agli istituti contrattuali del fondo di contrattazione.
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Le Organizzazioni Sindacali, FLC CGIL, Uil-Rua, Cisl, CSA della CISAL Università, Usb P.I., Confsal/ Snals e la RSU dell’Università della Calabria

DENUNCIANO

la precarietà delle relazioni Sindacali conseguente al comportamento e alle affermazioni gravi del massimo vertice dell’ Università della Calabria sulla stampa, e le intollerabili violazioni del Contratto Collettivo Nazionale Lavoratori e del Contratto Integrativo di Ateneo. Il sindacato viene impedito, di fatto, a svolgere il suo ruolo e ancora più grave, il personale privato dei diritti individuali e sindacali. E’ opportuno rilevare che dentro e fuori i luoghi di lavoro i diritti sono valori irrinunciabili e nessuno può impedirne il soddisfacimento degli stessi.

Nel merito:

Scorretta tenuta delle relazioni sindacali
In spregio ai principi di correttezza, trasparenza, buona fede, che dovrebbero costituire la base del sistema delle relazioni sindacali, il Rettore decide, d’autorità, il trasferimento del Rettorato e della Direzione Generale, dell’Area Risorse Umane, smembrando di fatto l’Amministrazione Centrale. Il Rettore sopprime l’Area Didattica, commissaria le Aree, disorienta e disperde il personale tecnico amministrativo.
Prova ne è l’intervista rilasciata a un giornale a larga diffusione nell’Ateneo, “Fatti al cubo”, dove il Rettore risponde al giornalista, riferendosi alle Organizzazioni Sindacali, subito dopo l’assemblea del personale tecnico amministrativo del giorno 9 maggio 2014: “Hanno dato tutto a tutti abbassando il livello generale di tutto, dall’attività burocratica, all’attività amministrativa, all’attività didattica”. 

Riorganizzazione

Indignazione e profondo dissenso è stato denunciato, nel corso dell’assemblea del personale tecnico amministrativo, nei numerosi interventi per il metodo verticistico adottato dall’amministrazione, che si traduce in decisioni irragionevoli, come quella ,appunto, di destinare il personale tecnico amministrativo a quella o a quell’altra struttura senza tener conto della professionalità acquisita dall’esperienza e della volontà degli individui.
Atteggiamento, a volte , vessatorio, che non può che condurre al depauperamento del patrimonio professionale acquisito nel corso degli anni e che ha visto il personale tecnico amministrativo parte integrante e sostanziale della crescita del sistema universitario.

Obiettivi, carichi di lavoro

Nonostante le continue richieste delle Organizzazioni Sindacali, il Rettore, che accentra i poteri decisionali e quelli politici, ritiene di non dover attivare alcun confronto per avviare e risolvere le evidenti criticità connesse anche alla riorganizzazione degli Uffici e di migliorarne l’efficienza con una più equa e ed efficace distribuzione del personale e dei carichi di lavoro.

Comportamenti nei riguardi del Personale
Sono stati più volte rappresentati dinieghi immotivati e reiterati nei confronti delle legittime richieste dei lavoratori; vessazioni, perdita di posizioni organizzative. Il Rettore continua a ritenere il personale tecnico amministrativo inadeguato e professionalmente impreparato a continuare a svolgere compiti che, negli anni, hanno contribuito invece alla crescita dell’Università della Calabria.

Le OO.SS. e la RSU invitano il Rettore a mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale e di procedere immediatamente alle modifiche dello Statuto per la nuova composizione del CdA.

Dichiarano sin da ora lo stato di agitazione del personale tecnico amministrativo e il blocco delle attività legate agli Istituti contrattuali del Fondo di contrattazione che, di fatto, resta al momento privo della deliberazione delle Organizzazioni Sindacali.

Rende, 22 maggio 2014

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