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Solidarietà della FLC CGIL Cosenza alla professoressa Rosanna Gallucci

La docente è stata vittima di un’aggressione da parte di due genitori.

11/07/2014
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A cura della FLC CGIL Cosenza

Quanto accaduto al Liceo Classico di Cosenza con l’aggressione di una docente da parte di due genitori rappresenta un atto che rompe gli schemi del confronto democratico. Si tratta di una azione incivile, di un ignobile atto. Si resta indignati per la violenza con la quale è stata perpetrata l’aggressione nei confronti di una docente che lavora con passione, con l’impegno generoso che quotidianamente trasmette a favore della comunità scolastica. L’aggressione va,dunque, intesa come atto violento perpetrato ai danni dell’intera comunità scolastica. La misura è colma. I docenti non sono aprioristicamente contro i propri alunni. Questo atto dimostra che i docenti non riescono a svolgere il proprio lavoro con la dovuta tranquillità che invece è richiesta per esaminare attentamente tutte le fasi del giudizio e tutta l’attività educativa e didattica di ogni discente. Può capitare di essere in disaccordo con la didattica e i metodi educativi di una determinata scuola, ma la violenza, quella non è mai giustificabile ed è ancora peggio quando a compierla sono i genitori.

I docenti devono fungere anche da giuda educativa e questo genera spesso un contrasto con le scelte educative e pedagogiche di alcune famiglie. A volte un brutto voto per uno studente non determina un giudizio negativo dell’insegnante anzi, può e deve essere per lo studente uno stimolo in più per dare il meglio di sé. Troppo spesso non si pensa alla fatica che sono costretti a fare nel doversi rapportare con studenti, con il loro bagaglio di conoscenze anche a volte con i loro disagi.

Ora dobbiamo preoccuparci di arginare questo processo molto rapidamente, facendo sì che tra le istituzioni tra quel tessuto sociale ancora sano e tra tutti quei genitori e alunni si diano dei segnali forti di denuncia, per non farci sconfiggere dall’ignoranza di qualcuno.

Quanto accaduto ci obbliga a riflettere sul ruolo sociale che occupa la scuola in questo periodo storico. Una scuola sempre più privata di mezzi sia in termini economici che di risorse umane. Una scuola che non è più al centro delle politiche governative se non per qualche operazione di facciata, ma che in fondo non incidono profondamente sulle reali necessità di cui la scuola avrebbe bisogno. Accanto a questo non bisogna dimenticare la campagna mediatica contro la professione docente etichettata come quella dei “fannulloni”. Tutto questo non ha agevolato e non agevola una reale e convinta presa di coscienza sul ruolo che la scuola deve assumere nel contesto sociale. Infatti in una società costellata sempre più da conflitti generazionali, di forte crisi economica, di una stagnante crisi sociale, una società con pochi riferimenti certi, qualche genitore si trova a proprio agio, trova il terreno fertile per rappresentare tutto ciò che i docenti in classe cercano di far dimenticare, di far comprendere addossando, invece, la responsabilità di quel fallimento alla scuola che invece è vittima dello stesso collasso sociale.

Ma se le famiglie pensano che tutto si possa risolvere dando qualche pugno in faccia a questo o quel docente, siamo entrati nella macchina del tempo e precipitati nella cosiddetta “ tarda antichità”.Quello di farsi giustizia da soli, senza, eventualmente accompagnare il percorso scolastico del proprio figlio con una attenta presenza quotidiana, è una falsa supremazia che dal loro punto di vista li rende invincibili. Forse abbiamo sottovaluto le prime avvisaglie che provenivano da quelle forme degenerative chiamate bullismo o peggio ancora sfoghi di gioventù e non ci siamo accorti invece che alcune volte quel perbenismo di facciata riguardava e riguarda anche i genitori.

La FLC CGIL di Cosenza esprime totale e convinta solidarietà alla prof.ssa Rosanna Gallucci, convinti, tra l’altro che le autorità competenti opereranno con tempestività e fermezza, perché l’episodio diventi un deterrente per quanti pensano che il libero arbitrio sia lo strumento per risolvere in modo unilaterale le vicende di vita quotidiana.

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