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Corsi di recupero a carico delle famiglie al Liceo Fermi di Cosenza: la protesta della FLC

Una situazione inaccettabile ed illegittima.

31/10/2013
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A cura della FLC Cosenza e Calabria

Quello a cui stiamo assistendo al liceo scientifico “Fermi” di Cosenza, per l’ennesima volta, è inaccettabile e supera l’assurdo. Nell’ultima riunione del Consiglio di Istituto il DS ha proposto di effettuare corsi di recupero per gli alunni in difficoltà utilizzando gli stessi docenti che al mattino effettuano regolarmente servizio presso il Liceo Scientifico e verosimilmente, cosa inaudita, con il contributo economico delle famiglie. Si tratta di una operazione che necessità di una riflessione attenta e puntuale, che potrebbe, se non circostanziata e fermata sul nascere, portare a una deriva privatistica del rapporto alunni/docenti.

E’ superfluo ricordare come nelle scuole pubbliche della Repubblica italiana non esista l’“intra moenia”, e come sia impossibile e addirittura non prevista da nessuna norma, far pagare le famiglie per attività di recupero delle attività curricolari degli studenti che necessitano un supporto didattico al fine di recuperare le lacune che si dovessero presentare nel corso dell’anno scolastico. Tra l’altro, l’O.M. 92/2007 (che recepisce i D.M. 42/2007 e 80/2007) stabilisce che “le attività di sostegno e di recupero costituiscono parte ordinaria e permanente del piano dell’offerta formativa che ogni istituzione scolastica predispone annualmente”, e soprattutto come ogni contributo delle famiglie sia regolato dalla nota prot. n.312 del 20 marzo 2012 del Capo Dipartimento per l’Istruzione (“ogni contributo delle famiglie deve essere volontario e mai finalizzato all’attività ordinaria").

Incurante di tutto ciò, la dirigente di questa scuola sta provando a compiere una spericolata operazione dal sapore classista ed escludente, che si accompagna ad una convenzione stipulata con la banca UBI-Carime per finanziare il prestito di una somma con “condizioni agevolatissime” per far fronte alle spese per “corsi di sostegno/studio”. L’invito alle famiglie ad indebitarsi, cioè, per pagare attività promosse dalla scuola rappresenta una lesione dei diritti costituzionalmente sanciti.

L’intera Organizzazione Sindacale FLC CGIL sia provinciale che regionale esprime la sua più netta e totale contrarietà ad ogni ipotesi del genere ed ha già avviato in ogni ambito le necessarie iniziative utili per bloccare questo progetto, chiaramente illegittimo oltre che discriminatorio, rendendone partecipe l’Ufficio Scolastico Regionale, la Regione Calabria ed il MIUR.

Una forza sindacale quale è la FLC CGIL, portatrice di una visione del mondo i cui pilastri sono i diritti dei lavoratori, la democrazia sui luoghi di lavoro, l’eguaglianza delle opportunità, l’inclusione sociale, il diritto al sapere libero e critico e ad una qualità formativa elevata per tutti e tutte senza disparità, non farà un passo indietro in questa ulteriore battaglia di civiltà. E non lascerà certo soli lavoratori e lavoratrici esposti anche in questa vertenza, che subiscono quotidianamente attacchi che verranno rispediti puntualmente al mittente.

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