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Liceo Musicale di Matera: emessa una sentenza contro la gestione del reclutamento del personale

Il tribunale ordinario denuncia il comportamento poco trasparente del neo Istituto.

31/07/2012
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A cura della FLC CGIL Matera

Il giudice del tribunale ordinario di Matera, con RG 1642/2011, in data 23 luglio 2012, ha emesso una sentenza importante che, oltre a dare ragione alla ricorrente, ha stigmatizzato il comportamento localistico, estemporaneo e poco trasparente utilizzato da tutti gli attori in campo (Direzione scolastica regionale, Dirigente scolastico e Conservatorio di Musica) nella gestione del reclutamento del personale del neo Istituito Liceo Musicale di Matera.

Il giudice ordinario ha accettato le motivazione di una docente precaria di educazione musicale che, dopo aver partecipato alla procedura per la costituzione di graduatorie per la copertura dei posti eventualmente disponibili per il conferimento di incarichi e supplenze di disciplina musicali presso il Liceo musicale attivato presso l’Istituto Magistrale “T. Stigliani” di Matera, ed essersi classificata al primo posto, si vedeva sottrarre le ore dell’insegnamento di Storia della Musica da un docente a tempo indeterminato privo del titolo di studio in Musicologia previsto dalla nota n. A00DPIT 272 del 14 marzo 2011 – allegato E – Tabella licei.

La sentenza precisando che “….. deve ritenersi pertanto che il prof. (omissis) non abbia i titoli previsti dalla ordinanza ministeriale n. 64 del 21 luglio 2011 per l’insegnamento di storia della musica, ovvero laurea in musicologia e beni musicali” e che “Ne consegue l’accoglimento del ricorso, poiché in assenza di docenti della classe di concorso A031 in possesso dei richiesti titoli, le due ore di storia della musica, restavano disponibili e andavano assegnate alla ricorrente, vincitrice di apposito concorsoha disposto:

  • l’immediata assegnazione in favore della ricorrente delle ore di insegnamento di storia della musica;
  • la condanna dell’istituto resistente al pagamento in favore della parte ricorrente, a titolo di risarcimento, di una somma corrispondente alla retribuzione alla quale la ricorrente avrebbe avuto diritto;
  • la condanna dell’istituto resistente al pagamento in favore della parte ricorrente delle spese processuali.

La sentenza costituisce la testimonianza del comportamento poco trasparente che ha caratterizzato l’avvio del Liceo Musicale di Matera.
La Direzione Scolastica regionale, nonostante fosse stata ripetutamente sollecitata dalla FLC CGIL ad intervenire sia in fase di determinazione dell’organico di diritto che nell’adeguamento dello stesso alla situazione di fatto, ha scaricato la decisione al Dirigente scolastico. Il Dirigente Scolastico ha quindi ritenuto opportuno assegnare le ore di storia della musica al docente di ruolo di educazione musicale titolare ed in servizio, seppur privo di titolo di studio, in quanto le 2 ore di storia della musica erano parte integrante di una cattedra costituitasi nell’organico di
diritto e parte integrante di una cattedra. Un esempio di architettura perfetta dello “scarica barile di comodo” che, purtroppo, spesso caratterizza la gestione della pubblica amministrazione.

Per la FLC CGIL di Matera la sentenza conferma la correttezza dell’azione politico-sindacale promossa, finalizzata al rispetto delle regole. Rimane, tuttavia, il rammarico per non essere riusciti a convincere altri precari penalizzati dalle numerose anomalie che hanno caratterizzato uno dei tre Bandi ad adire le vie legali. Il bando, infatti, recependo la convenzione con il Conservatorio di Musica di Matera, è arrivato a disporre che “1. Docenti titolari o, in subordine, in servizio presso l’Istituto Magistrale “T. Stigliani” di Matera con incarico a tempo indeterminato….. “ avevano la precedenza ai compilazione degli elenchi/graduatorie.

Un vero esempio di “leghismo familistico” che ha condizionato il reclutamento dei docenti del Liceo Musicale di Matera fin dalla definizione trasparente delle competenze professionali necessarie per il coretto e qualificato funzionamento didattico. Che meritava, anch’esso, di essere giudicato nelle aule giudiziarie.