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Circa 330 maestri lucani si accingono a fare le valigie trasferendosi altrove e prevalentemente nelle regioni del Nord

Il gran pasticcio della “buona scuola” di Renzi, tra esodi, errori nei trasferimenti e “chiamata diretta”.

03/08/2016
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A cura della FLC CGIL di Potenza

Dopo il successo del “Disco per l’estate”, che ha allietato per parecchi anni le serate estive di molti italiani appassionati di musica, dallo scorso anno il nostro Miur ha dato avvio, con molto meno successo, al “caos scuola per l’estate”, un “serial” che sconvolge drammaticamente le vacanze degli insegnanti, precari e di ruolo.

Nella prima edizione, andata in onda lo scorso anno, abbiamo assistito allo psicodramma di molte migliaia di precari alle prese con un piano straordinario di assunzione farraginoso ed iniquo, per certi aspetti addirittura schizofrenico, frammentato e frammentario. Una giostra impazzita che ha evitato il trasferimento coatto di migliaia di precari solo grazie ad un “algoritmo” che, sovvertendo la stessa L. 107, riconoscendo la priorità alla prima provincia espressa nella domanda del piano assunzionale, aveva sostanzialmente mantenuto la stragrande maggioranza dei docenti neo assunti nelle rispettive province di provenienza.

Nella seconda edizione, trasmessa quest’anno, non potendo più contare sulle “forzature algoritmiche”, la cortina fumogena alzata dal Governo e dal Miur si è rapidamente dissolta e l’esodo si è materializzato in dosi massicce. Cioè si è verificato esattamente ciò che i sindacati avevano paventato: siamo passati dal ruolo di “gufi”, come simpaticamente il nostro premier è solito epitetare chi non la pensa come lui, a quello di facili “cassandre”, nostro malgrado.

A pochi giorni dalla pubblicazione dei trasferimenti della scuola primaria, prendendo a riferimento la sigla della provincia di nascita di ogni docente presente nella tabella di mobilità, il dato emerge nella sua estrema durezza: circa 330 maestri lucani, sia di posto comune che di sostegno, 180 su Potenza e 150 su Matera, si accingono a fare le valigie trasferendosi altrove e prevalentemente nelle regioni del Nord. Un vero e proprio fenomeno migratorio di stampo intellettuale, che ha coinvolto non soltanto la Basilicata ma tutte le province e le regioni del Sud.

A questo si aggiunge la poca attendibilità dei dati pubblicati e le numerose anomalie che molti docenti hanno riscontrato e che ci sono state segnalate. Irregolarità ed errori nella mobilità che, è facile immaginare, daranno vita all’ennesima sequela di ricorsi e che rischiano di compromettere definitivamente il corretto avvio del prossimo anno scolastico.
E questo alla viglia della mobilità per la scuola secondaria di I e II grado, che coinvolgerà altre migliaia di docenti!

Come non attribuire, al di là di qualche errore tecnico, la responsabilità di tutto questo se non alla fallimentare L. 107, che ha inutilmente segmentato e stratificato il percorso assunzionale? Come non attribuire l’ennesimo caos estivo se non alla balzana idea di non dare ai docenti neo assunti la titolarità di scuola, come noi avevamo chiesto, affidandoli invece prima agli ambiti e poi alla fatidica “chiamata diretta”?

Nonostante con il contratto sulla mobilità siglato quest’anno siamo riusciti a rimettere in ordine un sistema che la L. 107 manda in frantumi, correggendo non poche iniquità, rimangono tutte le criticità di una legge sbagliata e fallimentare, che continua a produrre danni sulla pelle di migliaia di lavoratori.

Un percorso che si conclude con la famosa “chiamata diretta” o, con un termine più anodino, “chiamata per competenze”, che oltre ad essere incostituzionale e a ledere la libertà di insegnamento e l’autonomia professionale dei docenti, getta le scuole ed i lavoratori, per le procedure spicce con le quali è stata introdotta, nell’affanno e nel caos.
Un meccanismo che produce, paradossalmente, una forte precarizzazione del personale di ruolo, che ogni 3 anni sarà alla mercé di un sistema costruito in maniera confusa e aleatoria, privo di elementi di chiarezza e trasparenza, che lascia soli gli stessi dirigenti scolastici esponendoli al rischio di probabili contenziosi.

Contro la “chiamata diretta” e più in generale contro la “brutta scuola” di Renzi prosegue la nostra mobilitazione: la Flc Cgil ha raccolto e depositato in Cassazione, lo scorso 7 luglio, ben 515.000 firme per ciascuno dei quattro quesiti referendari (tra cui la chiamata diretta) sui punti più controversi della L. 107.

Lavoreremo intensamente affinché questa brutta trasmissione estiva si fermi quest’anno e non ci siano altre puntate. Per il bene della scuola.