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Verso il record di 250mila supplenti

Un fenomeno che interessa soprattutto il Nord, dove già adesso si trova gran parte delle cattedre scoperte, e che rischia di appesantire ancora di più il ritorno in classe

06/07/2020
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Il Sole 24 Ore

Eugenio Bruno

Che il prossimo anno avremmo avuto un record di supplenti i sindacati lo sostengono da mesi. Ma, man mano che ci avviciniamo alla riapertura delle scuole, il rischio diventa sempre più concreto. Già prima del Covid-19 molte stime convergevano sui 200mila incarichi a tempo determinato in arrivo, ora che serve un metro di distanza tra gli alunni (e 2 dall’insegnante) il conto complessivo potrebbe salire a 250mila. Inclusi i 50mila contratti a tempo determinato (più 17mila per il personale Ata) aggiuntivi, che potranno essere stipulati grazie al miliardo in più promesso dalla ministra Lucia Azzolina e dal premier Giuseppe Conte. Un fenomeno che interessa soprattutto il Nord, dove già adesso si trova gran parte delle cattedre scoperte, e che rischia di appesantire ancora di più il ritorno in classe.

Le stime dei sindacati

Il tema è tornato improvvisamente attuale. All’indomani della pubblicazione dei dati sui pensionamenti (30mila solo i prof) e dei risultati della mobilità, che ha portato altri 8mila prof a spostarsi dal Centro-Nord al Sud, la Cisl ha aggiornato le stime sulle cattedre vacanti (su cui si veda il Sole 24 Ore del 2 luglio) sull’organico di diritto: 85.150 (+20mila sull’anno prima); di queste, come conferma la tabella pubblicata qui accanto, 50mila circa sono al Nord. Con quali effetti lo scopriremo presto perché in settimana il ministero dell’Istruzione definirà il contingente delle assunzioni da effettuare quest’anno. Ci si dovrebbe aggirare sui 50-60mila, in linea con gli ultimi due anni. Ma è presumibile che anche stavolta almeno la metà delle nomine resti inevasa, considerando che in molte Regioni le graduatorie a esaurimento e quelle dei vecchi concorsi sono vuote. Complice il rinvio del concorso straordinario da 32mila posti, che la ministra Azzolina voleva far svolgere ad agosto ma che sulla spinta di sindacati e una parte della maggioranza (Pd e LeU) è slittato a dopo l’estate, il totalizzatore delle supplenze pare destinato a schizzare verso l’alto.

Il boom di supplenze

La Flc Cgil nei giorni scorsi ha ridato il numero di 200mila supplenze complessive. Ma se al 31 dicembre 2019 - tra contratti fino al 30 giugno e incarichi fino al 31 agosto - ne risultavano assegnate 188mila (di cui oltre 90mila sul sostegno) è presumibile che ci si avvicini a quei livelli. Per poi superarli, se aggiungiamo i 50mila prof in più che potrebbero arrivare con il miliardo aggiuntivo promesso dal tandem Azzolina-Conte e che ci porterebbero vicini a quota 250mila. Su livelli cioè che non si vedevano dal 2007.

Nonostante gli uffici scolastici regionali - ai tavoli previsti dalle linee guida ministeriali e nelle note esplicative appena emanate (ad esempio quella dell’Usr Lazio datata 3 luglio) - stiano sollecitando i presidi a non sdoppiare le classi tutto porta a pensare che le richieste di personale extra arriveranno eccome. Basta guardare alle reazioni di molti dirigenti scolastici alle misure alternative suggerite da viale Trastevere: dai banchi monoposto (ne servirebbero 7,5 milioni in due mesi) alle pareti mobili nelle palestre e nelle aule magne alla richiesta di ospitalità in scuole vicine e più capienti. Tutte ipotesi considerate - in pubblico e nelle chat private - poco praticabili dai capi d’istituto. E anche i 50mila prof (e 17mila Ata) rischiano di non bastare, soprattutto alle superiori - dove per legge si parte da 27 e si arriva a 30 alunni - che registrano le criticità maggiori. Come raccontano i numeri dell’Osservatorio Osservare, con 40.749 sedi scolastiche sparse lungo la Penisola ci sarebbe un insegnante in più a plesso e un collaboratore aggiuntivo ogni tre edifici scolastici. Pochi anche solo per sdoppiare i gruppi classe in sottogruppi da tenere a scuola contemporaneamente.