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Università la Sapienza. Proteste e scontri tra studenti e Polizia.

La Flc Cgil di Roma e Lazio in una nota ha espresso preoccupazione per l'intervento della polizia contro il presidio studentesco

13/12/2013
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Dazebao.org

ROMA - Scontri e momenti di tensione a Roma alla Sapienza in occasione della conferenza nazionale sulla biodiversità tenutasi nell'aula magna, dal titolo "La natura dell'Italia" , sulla green economy, a cui hanno partecipato diverse istituzioni. Il convegno infatti è stato presenziato da Napolitano, Letta, le più alte cariche dello Stato e del Governo e il presidente di Confindustria.

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Un gruppo di studenti ha affisso striscioni e manifesti e ha fatto esplodere alcuni petardi, lanciato bottiglie e altri oggetti contro le forze dell'ordine schierate all'università. In centinaia si sono radunati fuori dall'aula magna e a un certo punto hanno scavalcato le transenne per cercare di forzare il blocco ed entrare. A quel punto sono state effettuate cariche di alleggerimento da parte della polizia per spingerli indietro. Due ragazzi sono stati fermati dalla Polizia e successivamente rilasciati intorno alle 13.00.

Dopo gli scontri con le forze dell'ordine gli studenti della Sapienza si sono mossi in corteo dalla facoltà di Matematica a quella di Fisica urlando "Tutti liberi", facendo riferimento ai due fermati.  "Aspettiamo il rilascio dei nostri amici" hanno gridato dal corteo. Poi il gruppo, composto da circa 100 persone, è ripartito in giro per la città universitaria intonando cori contro le forze dell'ordine e il Governo.

Prosegue intanto il presidio dei manifestanti rimasti alla Sapienza, "almeno fino a quando non se ne va la polizia" dichiara Emanuele, del Collettivo di Scienze Politiche. "Stiamo pensando a occupare alcune facoltà - aggiunge - vedremo cosa succederà al Senato accademico. Domani faremo un'iniziativa alla sede di Filosofia di Villa Mirafiori, per l'evento a cui parteciperà il rettore Frati". Nel frattempo un mini corteo di circa cinquanta studenti ha raggiunto il Lucernario occupato dell'ateneo.

Gli studenti ai poliziotti: "Toglietevi i caschi"

"Toglietevi i caschi con noi, così come hanno fatto davanti al movimento dei forconi, è davanti agli studenti che vi dovete togliere i caschi".  Davanti alla celere schierata gli studenti dei collettivi della Sapienza chiedono che anche con loro sia usato lo stesso trattamento visto a Genova e Torino nel corso delle manifestazioni dei Forconi. "Toglietevi i caschi" gridano ancora i collettivi dietro gli striscioni, ma gli agenti rimangono schierati e non fanno cenno a togliersi alcunché.

Successivamente intorno alle 13.00 è tornata la calma. Tuttavia  la città universitaria è rimasta blindata, nonostante la situazione fosse ormai sotto controllo.

Concluso il corteo interno alla Sapienza, gli studenti universitari hanno tenuto una conferenza stampa-assemblea nel piazzale davanti a Fisica. Dal megafono le accuse degli studenti contro i politici che "oggi hanno usato la Sapienza come passerella e sono un governo illegittimo". Nei vari interventi gli studenti hanno dato la loro versione della dinamica dei fatti: "Abbiamo fatto un corteo nella nostra università, ma è stata fatta entrare la celere nell'università, con due cariche consecutive". La richiesta è umanime: "Noi siamo qui per ribadire che la Polizia non deve più entrare, il rettore Frati è stato complice in questo, deve dimettersi e andare via dall'università".

Una studentessa prende la parola in aula magna

In aula magna una studentessa durante il convegno ha preso la parola per accusare la politica di essere distante dalla realtà: "Sono tutte bellissime parole - ha detto la ragazza, alla quale è stato concesso di parlare modificando il programma degli interventi - ma c'è una frattura fra quello che avviene fuori e quello che si enuncia qua dentro. Tutti questi concetti non avranno uno sblocco concreto. La politica è lontana dalla relatà che ogni giorno viviamo e dal mercato del lavoro". "Non è un caso - ha accusato ancora la studentessa, che non ha voluto fornire il proprio nominativo - che sia stata invitata Confindustria che dice che la loro classe dirigente l'hanno già formata nelle università private". "La ricerca è stata definanziata - ha aggiunto la studentessa - l concetto della Green economy del governo sarebbe quello della Tav? Forse la ricerca è condizionata da altre logiche. Gli ideali sono quelli della Europa, della Bce, della politica dell'austerità. La politica e l'università sono totalmente commissariate".

Le reazioni

La Flc Cgil di Roma e Lazio in una nota ha espresso preoccupazione per l'intervento della polizia contro il presidio studentesco di stamane e chiede al Rettore Frati un'immediata presa di posizione sull'accaduto per garantire l'esercizio del dissenso all'interno della città universitaria". La Flc Cgil di Roma e Lazio "ribadendo il rifiuto di ogni genere di violenza ritene grave che ci sia stato un intervento delle forze dell'ordine all'interno della città universitaria per altro spropositato per modalità e intensità. Crediamo sia necessario che le forze dell'ordine lascino la Città Universitaria e si consenta lo svolgimento della assemblea studentesca in un clima più sereno".

Dello stesso parere anche Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidoglio che in una nota ha dichiarato: "E' stato un  atteggiamento irresponsabile quello delle forze dell'ordine che oggi hanno caricato gli studenti in corteo all'Università La Sapienza. Bisogna sempre scegliere la strada del dialogo e della mediazione soprattutto in questo momento di tensione economica e sociale de Paese".

Giancarlo Torricelli coordinatore Sel area metropolitana di Roma ha dichiarato: " E' il segno del disagio sociale e della mancanza di fiducia in questo Governo e nelle politiche delle larghe intese, il corteo di oggi in corso alla Sapienza. Una generazione condannata al precariato che ha gli strumenti per comprendere che le politiche europee di austerity e l'ineluttabilità della crisi con cui si giustificano assetti di governo incomprensibili non sono la via per cambiare rotta. Ascoltare le ragioni della protesta è indispensabile per comprendere quanto il disagio, tra studenti e lavoratori, sta trasformando radicalmente anche i rapporti di forza nella società. C'è urgente bisogno di rispondere alla forte domanda di cambiamento che arriva da ovunque e ricostruire da subito un alternativa di governo in grado di ridare una prospettiva al paese".

Al disagio e alle lamentale degli studenti ha infine replicato il ministro dell'Ambiente,  Andrea Orlando: "Io sono per il dialogo, ma non credo che il dialogo si sviluppi con le bombe carta. Sono rammaricato se la notizia diventa la contestazione".

Inaccettabile la protesta violenta per il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, che a margine di un convegno alla Luiss sugli incidenti di questa mattina all'università La Sapienza, precisando di non essere a conoscenza di tutti i dettagli di quanto avvenuto nell'ateneo ha dichiarato: "Gli studenti devono convogliare la protesta nell'ambito del percorso democratico interno al mondo universitario. Quando invece sfocia nella violenza per me è  inaccettabile".


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