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Un provvedimento autoritario, annullati anni di democrazia

Molte norme della riforma sono anche illegittime: prevedibili numerosi contenziosi

07/04/2015
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ItaliaOggi

di Mimmo Pantaleo segretario Flc-Cgil 

L'impianto del disegno di legge su “la buona scuola” è autoritario perché riduce i diritti, mortifica la partecipazione e anni democrazia, condiziona pesantemente la libertà d'insegnamento, interviene su materie contrattuali. Troppe sono le deleghe in bianco.

Sulle competenze del dirigente scolastico riteniamo inaccettabili i poteri di scelta dei docenti, l'attribuzione unilaterale del beneficio economico ai meritevoli senza alcun riferimento alla contrattazione.

Il Consiglio d'istituto e il collegio dei docenti non sono più gli organismi deliberanti in materia di Pof, ma diventano semplicemente organi consultivi esautorati dal Dirigente Scolastico che elabora e adotta il piano dell'offerta formativa. Le regole e la trasparenza, conquistate in anni e anni di contrattazione integrativa sulla mobilità territoriale e professionale, vengono vanificate.

A nostro parere si configurano evidenti elementi di incostituzionalità accompagnati da forti dosi di arroganza, autoritarismo e derive clientelari. Quelle disposizioni vanno cancellate e riaffermata una idea di autonomia scolastica libera da pastoie burocratiche, aperta al mondo esterno basata sulla partecipazione e cooperazione tra i diversi soggetti che operano nella scuola e nel territorio. La valorizzazione della dirigenza scolastica deve essere rafforzata nelle sue funzioni di garanzia, promozione e coordinamento della didattica e dello sviluppo dell'autonomia per il miglioramento della scuola pubblica; occorre stabilire i maniera chiara l'equiparazione retributiva alle altre dirigenze pubbliche e la restituzione delle risorse contrattuali tagliate.

Il piano assunzionale straordinario, pur rappresentando una prima positiva inversione di tendenza rispetto ai tagli agli organici degli ultimi anni, disattende le attese di un credibile piano di stabilizzazione del personale docente, educativo e ata che superi una volta per tutte l'attuale precariato nella scuola salvaguardando e garantendo i diritti di tutti in coerenza con la sentenza della Corte di Giustizia Europea.. L'indizione del concorso deve essere rimandata a una data successiva alla piena realizzazione del piano pluriennale.

Ribadiamo la necessità che venga fatto un provvedimento d'urgenza per 150.000 assunzioni senza attendere i tempi di approvazione del disegno di legge. Bisogna cancellare le norme sul divieto di stipulare contratti su posti liberi tutto l'anno per più di 36 mesi. Le norme restrittive per l'anno di formazione o di prova sono scarsamente trasparenti e verificabili perché scompare il ruolo del comitato di valutazione e tutto si concentra sui DS con giudizio unilaterale e monocratico. Siamo di fronte a norme illegittime che determineranno numerosi contenziosi legali.