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Turni, classi divise e distanziamento Così il 14 settembre riparte la scuola

Il piano Azzolina: gruppi di apprendimento, didattica alternativa e mascherina sopra i 6 anni

24/06/2020
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La Stampa

paolo russo
roma
Suona la campanella della seconda ora. La II A si divide, metà seguirà in aula magna il corso su Sofocle con quelli della sezione B, il resto resterà in classe a fare matematica. Ma poi alla terza ora tutti di nuovo insieme nel più capiente laboratorio di fisica. E il giorno dopo magari per due ore si va a teatro o in biblioteca a seguire un altro corso di didattica alternativa. A settembre a scuola si tornerà così. Con la mascherina sopra i sei anni, ma senza smembrare le classi.
A dettare le nuove regole è la bozza del Piano scuola 2020-2021 messo a punto dal ministero dell'Istruzione. Domani sulle mascherine è atteso il parere del Comitato scientifico, che salvo sorprese ne confermerà l'obbligo sopra i sei anni, allentando però la stretta sulla distanza di sicurezza che resterà di un metro, ma non da banco a banco ma da «bocca a bocca». Un correttivo che eviterà lo spezzatino delle classi, che è poi uno degli obiettivi principali del piano. La decisione finale sulle mascherine verrà comunque presa a fine agosto, quando l'obbligo potrebbe essere cancellato se i contagi restassero pochi come ieri. Per quanto riguarda invece insegnanti e bidelli il Piano raccomanda l'uso delle visiere trasparenti, soprattutto per chi è a contatto con i più piccoli.
Nella premessa il documento del Miur parla di trasformare le difficoltà legate alla pandemia «in un vero e proprio volano per la ripartenza e per l'innovazione». Ma quello che hanno in mente i tecnici della Ministra Azzolina non è un ritorno alla didattica in remoto. Che se ci sarà, sarà limitata a qualche turno nelle scuole superiori più affollate delle grandi città. E nemmeno si pensa a ripristinare i doppi turni degli Anni 70. La formula è quella adottata in molte scuole sperimentali dei «gruppi di apprendimento», attraverso i quali gli alunni di classi anche diverse si uniscono per seguire corsi di didattica alternativa. Magari su materie che solitamente non rientrano nei programmi scolastici. Coma il teatro, la musica, il cinema.
Ma su questo il piano lascia poi molta autonomia a presidi ed enti locali su come mettere in pratica le indicazioni fornite dal Miur.
Nel documento si rinvia ai tavoli regionali per valutare interventi «anche con riferimento a ulteriori disponibilità di organico aggiuntive». E al Ministero dell'Istruzione fanno sapere che il miliardo stanziato dal governo potrebbe bastare per un piano da 10-20 mila assunzioni, soprattutto per scuole materno-infantili ed elementari. Magari da effettuare a ridosso della prima campanella, che il Ministro Azzolina ha assicurato suonerà già il 14 settembre.