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Trova il Metodo, avrai un tesoro

La logica scientifica serve ogni giorno "Ecco i primi passi per pensare meglio"

30/10/2019
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La Stampa

roberto defez
cnr - napoli
In principio fu Toyota. Poi capitò a Bmw e addirittura Rolls Royce dovette importunare 5800 suoi clienti, richiamando le auto in officina per revisionare i freni. Nemmeno Ferrari la scampò, a causa di una pittura infiammabile usata per le ruote dovette far rientrare oltre 1200 auto. Gli errori capitano a tutti, ma forse sono solo i migliori che hanno la solidità di ammetterlo e di assumersi l'onere di correggersi.
Anche Zanichelli, la più nota firma italiana dell'editoria scientifica, ha commesso qualche sbavatura. Certo, da loro non ce lo si aspetta, ma invece capita. Le segnalazioni sono arrivate da più parti, perché diversi passaggi di alcuni suoi libri di testo demonizzavano gli Ogm e santificavano l'agricoltura biologica. Una santità tanto cristallina che le si consentiva anche di «gettare la prima pietra». La redazione scientifica della casa editrice ha onestamente ammesso l'errore, promesso di far riscrivere i testi insoddisfacenti e allertare i docenti che adottano i volumi in fase di revisione. Tutto risolto, tutto finito? Forse è meglio non essere frettolosi e non andare a caccia del lieto fine a tutti i costi: si può ambire a traguardi molto più ambiziosi.
Il progetto di Unistem Tour è allo stesso tempo un sogno e un dovere civile. Per due anni, almeno, una trentina di scienziati e divulgatori faranno tappa in tanti licei italiani per accorciare le distanze tra la ricerca di punta e gli studenti che stanno per diventare la nuova classe dirigente del Paese. Probabilmente meno del 20% di questi studenti decideranno di proseguire gli studi in una facoltà di scienze dure (Fisica, Chimica, Biologia, etc): ma allora a che serve farli incontrare con fisici delle particelle o esperti di cellule staminali?
L'idea è quella di usare il metodo scientifico, quello elaborato da Galileo Galilei, non solo per parlare delle frontiere della genetica, ma anche per proporlo come metodo per qualunque attività sociale. Il metodo prevede che per fare una affermazione si debbano presentare delle prove: non bastano le emozioni. Le prove devono essere riproducibili: le esperienze individuali non hanno una base statistica. Le prove devono essere riproducibili anche da altri esperti della materia: il guru o l'illuminato non porta prove valide.
Va da sé che col metodo scientifico cade il principio di autorità: lo ha detto il saggio, è molto condiviso sui social, lo ha detto il libro, non convalidano la prova. Il metodo è una modalità umana di conoscenza e come tale perfettibile, ma soprattutto procede per approssimazioni successive: non per dogmi oppure per certezze assolute. Potrebbe sembrare ovvio usare un metodo scientifico per analizzare una tematica, ma in realtà sarebbe una rivoluzione. Applichiamolo per esempio (dati Istat) al numero degli omicidi volontari consumati in Italia tra il 2013 ed il 2017 che sono in continuo calo e in questi cinque anni sono diminuiti del 26,7%: l'opposto di quello che desiderano comunicarci taluni «influencer».
Usando questi strumenti, se una qualunque attività umana viene descritta come immacolata (era così che veniva descritta l'agricoltura biologica), si tratta della descrizione di un'attività divina e non umana, di una credenza ideologica e non di un ragionamento analitico. L'esempio vale anche a rovescio, naturalmente. Se si fossero descritti gli Ogm come il paradiso terrestre si sarebbe trattato di un analogo approccio fideistico. Ogni affermazione va provata: un meccanismo faticoso, dove ci si confronta alla pari, basandosi sulla logica e sui fatti dimostrati.
Per cui entrare nel merito di alcune campagne televisive (dagli intrugli di Stamina al terrore sparso sul glifosato), della magistratura (essendo in Puglia, come non parlare delle sue responsabilità nella vicenda della Xylella) o della politica (che non finanzia la ricerca di base o le borse di dottorato), vuol dire anche contribuire a formare dei cittadini migliori. Anche rivolgendo la critica ai nostri stessi colleghi che, dalle Università di Bologna o Napoli, immaginano corsi sulle pozioni esoteriche del metodo biodinamico: come se si potessero far convivere docenti di astronomia e di astrologia.
Domandando, quindi, ai ragazzi di giudicare le informazioni che li raggiungono, si chiede loro anche di esercitare il diritto alla democrazia: un bene che ci si deve conquistare ogni giorno, senza credere che ci venga regalato. Perché parlare di Scienza è come parlare di democrazia, perché, dove la democrazia è debole, soffre anche la ricerca scientifica che per sua natura è irriverente, indomabile, insaziabile di conoscenze.