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Test di Medicina 2020, il punteggio minimo per entrare è 39,9

Pubblicati su Universitaly i punteggi e la graduatoria nazionale. Il 29 settembre ci saranno anche i nomi degli studenti. Quest’anno test più difficile dell’anno scorso

18/09/2020
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Corriere della sera

Arrivano i primi risultati del test di Medicina: chi ha ottenuto 39,9 punti è teoricamente dentro: potrà iscriversi alla facoltà. Ma i tempi sono ancora lunghi: il 29 settembre ai punteggi e ai codici numerici pubblicati oggi saranno accoppiati anche i nomi degli studenti. Poi cominceranno le iscrizioni e la graduatoria potrà scorrere. Gli idonei, cioè coloro che hanno preso più di venti punti (punteggio minimo) sono quasi 40 mila, ma tra di loro soltanto 13 mila circa avranno il posto. A calcolare il punteggio è stata Alphatest, società specializzata in corsi per preparare ai test a numero chiuso: secondo gli esperti quest’anno il test è stato leggermente più difficile dello scorso anno quando i punteggi sono stati mediamente più alti e il punteggio minimo era 41,7. Il candidato con il punteggio più alto ha svolto la prova all’Università di Padova e ha preso 88,50.

Gli studenti in quarantena

Martedì il ministro dell’Università Gaetano Manfredi ha invece portato notizie positive a quegli studenti che non hanno potuto sostenere la prova perché in quarantena o in attesa dell’esito del tampone: «Sono qualche decina - ha detto a SkyTg 24 - , il numero che abbiamo è quaranta, rispetto ai sessantaseimila che si erano iscritti al test. Ho sottoposto il problema anche al dipartimento della funzione pubblica per avere un chiarimento sulla possibilità di sostenere una prova suppletiva, mi è stato risposto che trattandosi di una malattia, oggi la norma prevede che chi è in malattia e perde un concorso o una prova unica non ha diritto a recuperarla. Questo non riguarda solo chi è ammalato di Covid o è in quarantena, riguarda anche chi è in ospedale o chi si è rotto un gamba. Per un problema di parità di trattamento tra tutti i cittadini fare una prova suppletiva solamente per coloro che hanno un problema di Covid, rappresenta ad oggi una disparità rispetto all’eguaglianza di condizioni tra tutti i concorrenti».