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Tesauro "Con il virus abbiamo scoperto la povertà educativa"

Il presidente di Save the Children Italia

22/05/2020
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la Repubblica

Maria Novella De Luca

«Sapete cosa è successo durante la pandemia?

Finalmente l’Italia ha scoperto quanto è grave e profonda la povertà educativa. Le drammatiche diseguaglianze emerse con la scuola a distanza, il trenta per cento dei bambini e ragazzi tagliati fuori dalla didattica online, hanno mostrato con chiarezza che esiste un esercito di esclusi di cui dobbiamo occuparci.

Prima che sia troppo tardi».

Claudio Tesauro, avvocato, presidente di "Save the Children Italia", parla con passione e competenza. Di quegli otto milioni di bambini "non pensati" nella Fase2, senza scuola, senza centri estivi, senza nidi raccontati da Repubblica , Tesauro si sofferma su quelli più fragili e a rischio. Racconta la battaglia quotidiana di "Save the Children", onlus mondiale presente in 120 paesi, per recuperare e dare un futuro a migliaia di ragazzini destinati alla dispersione scolastica e al disagio. «Dobbiamo rimettere al centro dell’agenda politica il tema della povertà educativa. Un termine che proprio "Save the Children" aveva codificato nel 2014, quando decidemmo che la nostra azione in Italia doveva concentrarsi sulle diseguaglianze legate all’istruzione. Oggi possiamo dire che di fronte a questa tragedia, vi è stata la presa di coscienza delle istituzioni su quanti bambini siano ancora esclusi dai reali percorsi educativi». A centinaia, infatti, senza più il luogo fisico della classe, dice Tesauro "sono scomparsi dai radar della scuola".

Digital divide , mancanza di sport, ignoranza di una lingua straniera: essere non sufficientemente istruiti, oggi, passa anche dalla mancanza d queste competenze. «Contro la povertà educativa – spiega Claudio Tesauro – abbiamo creato in tutta Italia, con il sostegno di forti sponsor privati, Bolton, Bulgari, Della Valle, Ovs, venticinque punti luce. Luoghi di aggregazione dove offriamo sostegno scolastico, ma anche sport, laboratori, teatro, musica. Con la convinzione che la prima scommessa per un ragazzo deprivato sia quella di recuperare l’autostima». Una rete di "luci", da Nord a Sud, diventati nel tempo saldi punti di riferimento dei quartieri più a rischio, con oltre 60 mila minori coinvolti.

«A Barra, periferia napoletana dura, uno dei nostri centri è stato devastato. Il giorno dopo tutto il quartiere si è offerto di ricomprare quello che era stato rubato.

Per poter riaprire». E questa esperienza di contrasto alla povertà educativa, in un disegno che coniughi pubblico e privato, secondo Tesauro è la strategia da mettere al centro della Fase2 per i ragazzi. A cominciare da questa estate che rischia di essere drammaticamente vuota.

«Abbiamo chiamato i nostri centri estivi "Spazi Futuro", perché sarà fondamentale offrire ai ragazzi non solo il recupero delle relazioni sociali, ma anche un recupero scolastico per chi è stato escluso dalla didattica online.

Insieme a una educazione alla prevenzione del Covid 19, attraverso un protocollo firmato con il ministero della Salute». Perché, appunto, nessuno resti indietro.