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Tagli, precari e niente diritto allo studio: «Così l’università sparisce»

Professori, ricercatori, tecnici e studenti riuniti in assemblea per chiedere «risposte urgenti e immediate» al governo

01/12/2015
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Corriere della sera

di A. D. G.

Giornata di discussione nelle università. Per ribadire problemi ormai cronici e ripetere il no al disegno di legge di stabilità in discussione in aula, accusato di smantellare l’università pubblica. «Tagli, nessun investimento sul diritto allo studio, nessuna misura per ridurre la precarizzazione», dicono i protagonisti del mondo universitario. Che hanno indetto una giornata nazionale di discussione negli atenei e un’assemblea nazionale a Roma (questo pomeriggio alle 14.30 presso il rettorato della Sapienza) per chiedere «risposte urgenti e immediate» al governo.

Assemblea

Un documento unitario sottoscritto dai rappresentanti di tutte le componenti: professori, ricercatori, precari, tecnico-amministrativi, studenti (Adi, Andu, ARTeD, Cisl-Università, Confsal-Cisapuni-Snals, CoNPAss, Crnsu, Federazione Ugl Università, FLC CGIL, Link, Rete29Aprile, Snals-Docenti, Udu, Uil Rua) elenca i mali e le proposte su cui si concentrerà oggi - a Roma, ma anche a Messina, Firenze, Ancona - la discussione. «Nell’Università italiana si riduce drammaticamente il numero degli studenti e dei laureati, si demolisce il diritto allo studio, aumentano i precari e diminuiscono i docenti di ruolo, si peggiorano le condizioni per lo svolgimento dell’attività didattica e di ricerca dei docenti ai quali viene negato il giusto riconoscimento retributivo, non si rinnova il contratto al personale tecnico-amministrativo», si legge. E alle richieste del mondo universitario il governo - secondo i firmatari - ha finora dato risposte insufficienti: (i mille ricercatori a tempo determinato di «tipo b» e l’eliminazione di ogni limite per quelli di «tipo a», i 500 professori «speciali», lo sblocco degli scatti «ma senza il ripristino del livello di classi», l’istituzione di «un costosissimo polo di ricerca controllato dall’Iit»).

Le richieste

La giornata di oggi servirà a «elaborare emendamenti che saranno proposti durante l’iter parlamentare della Legge di stabilità» e a chiedere audizioni e incontri con a livello politico. Le richieste partono da investimenti consistenti sul diritto allo studio «che preveda l’assegnazione delle borse di studio a tutti gli aventi diritto - dicono - allargando l’attuale platea, e l’eliminazione delle gravi storture derivate dal nuovo ISEE che hanno prodotto l’esclusione dalle borse decine di migliaia di studenti». Ma anche la copertura delle borse di dottorato per tutti i posti banditi. L’eliminazione del precariato e nuovo reclutamento. Lo sblocco delle retribuzioni e delle progressioni dei docenti. Il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Il coinvolgimento diretto e la valorizzazione della comunità universitaria nella ricerca (e nel suo controllo).