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Superiori, il lockdown è servito

Il ministero va oltre quanto prevede il dpcm: dad da implementare ovunque al 75%

27/10/2020
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ItaliaOggi

Alessandra Ricciardi e Marco Nobilio

Il dpcm ultimo, recante ulteriori misure di contenimento dell'epidemia, da oggi in vigore, ha portato la didattica a distanza nelle scuole superiori al 75% dell'orario, in base a condizioni di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali. Insomma lezioni on line, almeno al 75%, ma solo se necessario. E invece domenica una nota dello stesso dicastero di Lucia Azzolina, che pure in consiglio dei ministri si era battuta perché fosse fissato un tetto al 50% alla didattica a distanza, ha eliminato il riferimento alle diverse esigenze locali che avrebbero consentito misure ad hoc sul territorio. Di fatto imponendo la Dad almeno al 75% per tutti. Che poi, nei fatti, è già passata al 100%: molte scuole, e non solo quelle di regioni come la Campania dove la chiusura delle scuole è generalizzata, infatti stanno optando per fare didattica a distanza per l'intero orario.

La nota ministeriale, n. 1927 del 25 ottobre scorso, a firma del capo dipartimento istruzione, Max Bruschi, prevede, alla luce del nuovo dpcm, che «rispetto a quanto già previsto nei predetti decreti, per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, la soglia minima di erogazione dell'attività in didattica digitale integrata è incrementata ad almeno il 75%, anche qualora le ordinanze regionali rechino un limite inferiore, fermo restando che per le scuole dell'infanzia e le istituzioni scolastiche del primo ciclo l'attività didattica è resa in presenza».

La norma interpretata dall'amministrazione centrale è l'articolo 1, comma 9, lettera s), del decreto del presidente del consiglio dei ministri del 24 ottobre scorso. Che prevede l'adozione della didattica a distanza alle superiori al 75% «previa comunicazione al ministero dell'istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali». In pratica non si tratta di una misura che interessa necessariamente tutto il territorio nazionale. Ma solo quelle realtà gravate da situazioni critiche e di particolare rischio segnalate al ministero dell'istruzione dagli enti locali o dalle autorità sanitarie territoriali. La norma, insomma, prevede una procedura tassativa in assenza della quale le misure previste dal decreto non possono essere attuate. Prima di tutto la notifica al ministero, da parte delle autorità territoriali, delle situazioni critiche e di particolare rischio con l'indicazione specifica del perimetro territoriale in cui si siano verificate. E solo dopo tale atto, l'adozione della didattica a distanza per una percentuale non inferiore al 75% da parte delle scuole secondarie di II grado. Secondo l'amministrazione centrale, invece, nelle regioni dove la Dad alle superiori è stata disposta per percentuali inferiori al 75%, le istituzioni scolastiche dovrebbero automaticamente conformarsi a tale percentuale. Ma anche in questo caso, in assenza della notifica della situazione di criticità al ministero da parte delle autorità territoriali, le nuove misure non possono essere applicate. Fermo restando la piena effettività delle ordinanze già emanate e di quelle che i governatori e i sindaci riterranno di dovere emanare a causa dell'emergenza sanitaria in corso.

Intanto il ministero ha deciso di andare avanti anche sulla regolamentazione della stessa Dad: in assenza della firma del contratto, ieri sera una nota sempre del capo dipartimento istruzione ha dato indicazioni operative a tutte le scuole sulla scorta della bozza di accordo siglata solo con Cisl e Anief, ringraziate «per l'altissima comprensione del momento dimostrata». Si dettaglia cosa fare in caso di personale in quarantena o isolamento e in generale cosa fare se la didattica digitale integrata (il nuovo acronimo di Ddi, che prende il posto della Dad) debba essere svolta in forma complementare o in forma esclusiva, quali sono i diritti e i doveri di docenti e Ata. Indicazioni che sono state fortemente solleciatate dai dirigenti scolastici.