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Stop a licei brevi, la procedura slitta di almeno un anno

ra tutto pronto per far partire la sperimentazione in altre 60 prime classi di scuola secondaria. Ma la ministra Fedeli ha rallentato e ha inviato la documentazione rischiesta al Consiglio superiore della Pubblica istruzione, che dovrà dare il suo parere

11/01/2017
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la Repubblica

Salvo Intravaia

STOP AI LICEI BREVI. Almeno per quest'anno. Sembrava tutto pronto per l'ampliamento della sperimentazione che riduce di un anno il percorso delle superiori. Ma la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli vuole vederci chiaro e tutta la procedura slitterà almeno di un anno.

Fedeli ha inviato al Cspi (il Consiglio superiore della Pubblica istruzione) la pratica per il previsto parere. Lo scorso mese di luglio il presidente del Cspi Francesco Scrima aveva chiesto una integrazione di documentazione per esprimersi sullo schema del decreto ministeriale che amplierà ad altre 60 prime classi di scuola secondaria la possibilità di comprimere l'intero curricolo scolastico in quattro anni. Al momento, sono una decina (5 statali e 6 paritarie) le scuole che hanno lanciato la sperimentazione.

Ma adesso si blocca tutto e occorrerà attendere almeno un altro anno prima di avviare l'esperienza. Perché le iscrizioni al 2017/2018 sono ormai alle porte (partiranno lunedì 16 gennaio e si concluderanno il 6 febbraio) e non sembra possibile che il massimo organismo collegiale della scuola italiana possa esprimere il suo parere entro pochissimi giorni. Lo staff della Fedeli ha infatti inviato tutta la documentazione richiesta qualche giorno fa e adesso si attende che il Cspi si esprima. Tutto slitterà all'anno scolastico 2018/2019 se non ci saranno altri ripensamenti. È la prima volta che il Miur contempla un ampliamento così consistente dell'accorciamento del percorso superiore.

Ovviamente, tra gli addetti ai lavori c'è chi non vede di buon occhio questa sperimentazione destinata solo a pochi eletti. Infatti, spiega la bozza di decreto uscita da viale Trastevere, per sperare di essere selezionati occorrerà presentare un progetto con il numero delle classi che si vorranno attivare e gli alunni – da 15 a 25 – che hanno deciso di percorrere questa strada. Sarà una commissione di esperti a valutare i progetti e selezionare le 60 classi in cui fare partire la sperimentazione. La candidatura dovrà distinguersi per 'un elevato livello di innovazione in ordine all'articolazione e alla rimodulazione dei piani di studio'.

INCHIESTA - La Buona scuola ripete l'anno

Ma non solo. Ai temerari studenti del liceo quadriennale occorrerà garantire l'insegnamento di almeno una disciplina non linguistica con metodologia Clil – interamente in lingua straniera – a partire dal terzo anno e la valorizzazione delle attività laboratoriali, oltre che l'utilizzo di tecnologie didattiche innovative. In quanto, in ogni caso, occorrerà garantire agli studenti – attraverso una rimodulazione della settimana scolastica e degli orari – lo stesso numero di ore di lezione che frequentano i loro compagni impegnati nei percorsi quinquennali. E in più bisognerà ampliare l'offerta disciplinare con Diritto e Storia dell'Arte, secondo quanto stabilito dalla Buona scuola. Anche per i percorsi quadriennali partirà l'alternanza scuola-lavoro che si dovrà svolgere prevalentemente

durante le vacanze estive e nelle pause pasquali e natalizie. E per la valorizzazione delle eccellenze la scuola dovrà partecipare a progetti di internazionalizzazione. Una lunghissima full immersion che alla fine verrà premiata con il diploma in quattro anni.
 


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