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Sole 24 ore - Presidi: il concorso parte. Anzi, no

Scuola - Le ultime selezioni effettuate risalgono al 1990 per le medie e le superiori e al 1995 per le elementari Presidi: il concorso parte. Anzi, no Dodici anni di lunga attesa, tanti ne son...

29/04/2002
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Il Sole 24 Ore

Scuola - Le ultime selezioni effettuate risalgono al 1990 per le medie e le superiori e al 1995 per le elementari

Presidi: il concorso parte. Anzi, no
Dodici anni di lunga attesa, tanti ne sono passati dall'ultimo concorso per presidi nelle scuole medie e superiori, che si è svolto alla fine del 1990. Più fortunati gli insegnanti delle elementari che hanno avuto una chance in più con l'emanazione del bando nel 1995. "Appena" sette anni fa. Gli aspiranti a quello che è il primo concorso per dirigenti scolastici (le stime parlano di circa 100mila docenti interessati) stanno ormai abbandonando le speranze di poter "far carriera" nella scuola. Infatti, è da quasi un anno che ne viene annunciata la pubblicazione a giorni, ma la data viene continuamente spostata. Ultima indiscrezione, la notizia del blocco del bando per ragioni di contenimento della spesa pubblica: secondo voci non ufficiali, il ministro dell'economia Tremonti avrebbe detto stop all'inizio di aprile, quando già stavano partendo i corsi di preparazione da parte di sindacati e associazioni, data l'imminente firma del ministro dell'Istruzione Letizia Moratti. Ma si faranno mai questi concorsi? Eppure la scuola ha bisogno dei dirigenti scolastici, si parla di 3.500-4.000 posti vacanti da occupare al più presto. Sembra quasi non si possa porre rapido rimedio a questo gravoso problema che vede gli istituti gestiti da personale incaricato annualmente. Paradossalmente, mentre da un lato si bloccano i concorsi, dall'altro il ministero dell'Istruzione emana l'ordinanza per gli incarichi di presidenza (Om 44 del 17 aprile) continuando ad alimentare le speranze dei docenti che si assumono responsabilità e oneri senza avere lo "status" di dirigente. I sindacati confederali hanno sollecitato più volte gli uffici competenti affinché impartissero le necessarie disposizioni per attribuire al personale docente con incarico di presidenza "un'indennità pari al differenziale dei relativi livelli iniziali di inquadramento" dei dirigenti. Ma a tutt'oggi non sono state predisposte le misure amministrative per aggiornare le retribuzioni dei presidi incaricati analogamente a quanto si è fatto per i dirigenti scolastici in seguito all'applicazione del contratto stipulato il 10 marzo. I presidi incaricati - circa 1.500 -, per il momento, costano di meno allo Stato, ma appena verrà applicato il contratto il loro stipendio potrà essere persino superiore a quello dei colleghi di ruolo. "Seguendo le direttive del contratto - afferma Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale presidi, Anp - i docenti con un incarico di presidenza prenderanno lo stipendio loro spettante più la differenza economica con il trattamento dei dirigenti scolastici e manterranno anche gli scatti di anzianità. Quest'ultima voce non esiste più per i capi di istituto, il cui trattamento economico non è più legato all'anzianità". Ma come dovrebbe svolgersi questo concorso? Innanzitutto è bene chiarire che, di fatto, i bandi saranno due: il primo, ordinario, aperto in ogni regione a un numero di concorrenti (selezionato per titoli) quattro volte superiore al numero di posti disponibili e uno riservato ai presidi con incarico annuale da almeno tre anni. Quest'ultimo prevede una procedura semplificata che dovrebbe garantire lo svolgimento e la nomina dei vincitori in breve tempo. Il concorso ordinario prevede due prove selettive: la prova scritta, identica per i tre settori formativi - elementare e media, media di secondo grado e istituzioni educative - della durata di otto ore è articolata in due momenti, la stesura di un saggio e la predisposizione di un progetto. La prova orale è anch'essa articolata in due momenti: un colloquio di gruppo (al massimo sei persone) durante il quale i candidati discutono fra loro un tema proposto dalla commissione esaminatrice che assiste alla discussione per un tempo massimo di 45 minuti e un colloquio individuale nel quale sono discussi e analizzati due casi professionali estratti a sorte dal candidato. Dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive di merito ha inizio per i vincitori un corso di formazione, coordinato dagli uffici scolastici regionali con la collaborazione di Indire (Istituto nazionale di documentazione e ricerca educativa) e Irre (Istituti di ricerca regionali) e si svolgerà in una o più sedi scelte dall'Ufficio scolastico regionale. La durata prevista è di nove mesi e si articolerà in 160 ore di lezioni frontali e 80 ore di tirocinio con valutazione finale. I posti in palio - come detto - dovrebbero essere oltre 3.500, ma le ultime stime parlano di 4mila, e sono ottenuti calcolando i posti vacanti all'atto dell'emanazione del bando più quelli che si renderanno disponibili nei tre anni scolastici successivi per il turn over. Daniela Girgenti

Lunedì 29 Aprile 2002