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Sim, sconti e assegni Le università aprono la caccia alle matricole

Nel 2021 potrebbero esserci 10 mila nuovi studenti in meno E di fronte al rischio di un calo di iscritti gli atenei si attivano con "offerte speciali"

02/08/2020
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la Repubblica

Corrado Zunino

ROMA — L’Università di Padova, per anticipare il crollo, ha tirato fuori dalle riserve di bilancio 15 milioni di euro. Sosterrà, tra le altre cose, il trasporto e gli affitti dei fuoricorso. La Sapienza di Roma, ateneo più grande d’Europa, con otto milioni e mezzo di euro riuscirà ad aiutare quarantamila studenti. Sassari, che ha tredicimilasettecento iscritti in tutto, ha deciso di investire in iniziative anticicliche il dieci per cento del finanziamento ministeriale: 7 milioni di euro. Andranno ai singoli studenti, 500 euro a testa al massimo, affinché possano acquistare hardware, connettività, libri, e-book. C’è anche uno sconto per le vittime da bullismo.

Il sistema accademico italiano non vuole farsi cogliere impreparato, come accaduto nel post-crisi del 2008, e ha deciso di affiancare, ciascuno secondo le proprie possibilità, gli interventi ministeriali che fin qui hanno pesato per 277 milioni (50 milioni per l’emergenza con il Decreto Cura Italia, 62 milioni per accorciare il digital divide con il Decreto Rilancio e, infine, 165 milioni per portare la no tax area a 20 mila euro di Isee familiare e introdurre sconti dal 10 all’80 per cento per i redditi fino a 30 mila euro).

Rispetto ai timori iniziali, ci sono segnali che inducono a un timido ottimismo. La prime stime del ministro Gaetano Manfredi, basate appunto sul riferimento 2008-2013, ipotizzavano ventimila matricole in meno rispetto all’anno appena chiuso, anno in cui, come ha raccontato Repubblica con la sua annuale rilevazione, si era tornati sopra quota trecentomila. Già, da sei stagioni le matricole — gli iscritti al primo anno — sono tornate a crescere, anche al Sud. Per l’anno che va a iniziare l’accademia avrebbe immaginato di chiudere completamente la cicatrice della crisi seguita al fallimento Lehman Brothers (erano 315 mila i neoiscritti nella stagione 2018-2019) tenendo conto che rispetto ai massimi del 2004 siamo ancora sotto di quarantamila matricole.

Invece, il Covid. Le chiusure dei dipartimenti, le lezioni a distanza, le tesi discusse su Skype senza vedere in faccia la commissione. Il rettore di Padova, Rosario Rizzuto, racconta: «Dai primi di marzo abbiamo comunque garantito più di 150 mila lezioni, 100 mila esami di profitto in estate e tremila lauree». Tutto vero, ma il crollo dell’economia del Paese, la crescita dei licenziamenti e dei cassintegrati, hanno costretto i rettori a convocare in estate senati accademici per anticipare le attività di presentazione del nuovo anno e studiare a quali condizioni.

Le proiezioni del centro studi Svimez hanno dimezzato la paura: meno diecimila matricole, potrebbe essere questo il saldo nel 2021. I sensori di alcune università hanno fatto scendere ulteriormente l’allarme. Spiega ancora il rettore Rizzuto: «Gli iscritti internazionali, nonostante i molti divieti di spostamento attivati nel mondo, sono già 1.200. A Padova si è preimmatricolato il 50 per cento di stranieri in più dell’anno scorso». All’Università di Parma le iscrizioni al primo bando per i nove corsi a numero programmato locale, a due giorni dalla chiusura avevano superato il numero dei posti disponibili. E poi il test di Medicina con i 66.638 partecipanti, soltanto duemila in meno rispetto alla stagione precedente, certifica che il calo generale di iscrizioni ci sarà, ma potrebbe non minare l’accademia né impoverire un Paese che ha ancora pochi laureati.

E allora, l’Università di Padova, così come Milano Bicocca, darà una Sim da 60 gigabyte al mese a tutti gli studenti, senza discrimine legato al reddito. A Padova anche un contributo, per chi è al di sotto dei 50.000 euro, di 500 euro mensili per l’affitto o di 350 euro per l’abbonamento ai mezzi di trasporto. E la copertura fino all’80 per cento del costo del pc. L’Università di Bologna ha aperto un bando per studenti in difficoltà economiche (640 mila euro il costo): duemila euro andranno a chi ha un Isee inferiore a 23 mila, milletrecento euro a chi sopra quella soglia e ottocento euro per le famiglie tra 30 e 35 mila. Bologna darà ai suoi studenti fuoricorso schede mensili da 100 giga.