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Scuole chiuse: tornare il 7 gennaio? Azzolina: si riaprirà in modo graduale e per regione

La ministra: dobbiamo essere preparati, ci vogliono tamponi e un piano trasporti. L’ipotesi che tornino le prime e le quinte. Maturità? «Decideremo nei prossimi mesi»

19/11/2020
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Corriere della sera

Gianna Fregonara

Sarà un ritorno in classe graduale e probabilmente secondo il colore della Regione. Ad annunciarlo è stata la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, parlando a Cartabianca. Sì, ma quando si tornerà?, si chiedono le famiglie e gli studenti delle superiori. «Le prossime settimane saranno decisive», spiega la ministra. Ma al ministero cominciano a ragionare sul fatto che la data del 4 dicembre, quando scadono le misure del Dpcm approvato il 3 novembre, sia troppo vicina perché sempre la ministra spiega che per poter riaprire «bisogna che tutto sia ben programmato». Due sono le condizioni: che ci siano tamponi rapidi per le scuole e «un nuovo piano dei trasporti che consenta ai presidi di organizzare ulteriori scaglionamenti degli ingressi dove serve».

Il calendario

Oltre che la situazione sanitaria ancora incerta, contro la data del 4 dicembre c’è anche il calendario: è venerdì e subito dopo c’è il ponte dell’Immacolata: riaprire il 9 dicembre, mercoledì per richiudere il 22 (martedì) per Natale, significherebbe portare i ragazzi a scuola per dieci giorni. Rispondendo alla domanda se sarà il 7 gennaio, dopo le vacanze di Natale, Azzolina parla addirittura di un ritorno graduale: «Noi da parte nostra dobbiamo programmare e preparare secondo una linea prudenziale. Ma il governo ha interesse a che i ragazzi tornino in classe, lo faremo in modo graduale».

Ritorno per classe

La novità potrebbe essere quella del ritorno graduale, e cioè piccoli gruppi o solo le classi iniziali e finali, che avranno a giugno la maturità. Non a caso a Rtl Azzolina tranquillizza i maturandi: vedremo nei prossimi mesi per l’esame ma consulteremo gli studenti come abbiamo fatto l’anno scorso gli studenti. Per la prima volta la ministra apre anche all’ipotesi che si possa tornare in modo differenziato da regione a regione a seconda del «colore» sanitario.