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Scuole al via senza banchi E manca un docente su 4: slitta anche il tempo pieno

Tra banchi e docenti assenti, la ripartenza è in salita. Tanto che le scuole stanno provando a farsi trovare pronte ma l'impresa è decisamente ardua

07/09/2020
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Il Messaggero

 Il primo giorno di scuola, alla fine, è arrivato: questa mattina infatti rientreranno tra i banchi gli studenti dell'Alto Adige. Poco più di 90mila alunni chiamati a sperimentare, per primi, la classe con il distanziamento e l'avvio di un anno scolastico che si prospetta decisamente complicato per gli alunni e le loro famiglie ma anche per il personale. E le scuole dell'Alto Adige giocano di anticipo sul resto d'Italia dove gli istituti restano chiusi ancora per una settimana se non oltre. 
Si tratta infatti di giorni di fuoco tra la ricerca delle aule in più e dei nuovi banchi, tra docenti che non arrivano e cattedre che quindi restano scoperte. Il risultato? Per ora il tempo pieno è poco più di un miraggio. Le consegne dei banchi monoposto sono iniziate nei territori simbolo dell'emergenza Covid, a cominciare da Codogno, ma in molte Regioni le scuole stanno aspettando ancora gli arredi: il calendario prevede delle priorità, da dare alle scuole elementari e alle zone maggiormente colpite dai contagi, e uno scaglionamento delle consegne che andrà avanti fino a fine ottobre. Dovranno aspettare più delle altre le regioni come Puglia, Calabria e Sardegna che hanno deciso di riaprire le scuole più tardi, dopo le elezioni regionali del 20 e 21 settembre. Per ora quindi non resta che aspettare, ma non è semplice perché senza gli arredi necessari non si possono allestire le nuove classi, basate sul distanziamento, e quindi è complicato avviare la didattica in presenza. 
APPELLO A VUOTONon solo, all'appello mancano anche gli insegnanti: sono in corso infatti le assunzioni di circa 30mila nuovi docenti ma restano quindi scoperte oltre 50mila cattedre su cui le immissioni in ruolo non sono potute arrivare per mancanza di personale da assumere. Un problema che si riscontra da anni, causato dalle graduatorie svuotate in diverse province per determinate classi di concorso come lettere e matematica per le scuole medie: la situazione infatti, senza nuove selezioni, peggiora di anno in anno. Lì dovranno intervenire i supplenti, che quest'anno potrebbero arrivare a superare le 200mila cattedre. Vale a dire un docente su 4. Ma le nomine non sono ancora concluse e nelle scuole queste assenze si fanno sentire, proprio per capire come portare avanti la didattica e con quale quadro orario. Ad aggravare al situazione ci sono anche i problemi che stanno emergendo dalle graduatorie provinciali dei supplenti: proseguono i reclami da parte dei precari, per i punteggi sballati. La digitalizzazione delle graduatorie, al via per il primo anno, sta dando problemi che vanno corretti di volta in volta. E i tempi si allungano, mentre gli orari di lezione, almeno per ora, si accorciano. 
IN SALITATra banchi e docenti assenti, la ripartenza è in salita. Tanto che le scuole stanno provando a farsi trovare pronte ma l'impresa è decisamente ardua: il 14 si riaprirà in buona parte delle scuole italiane ma almeno per le prime due settimane, in attesa di una soluzione ai problemi, gli orari saranno ridotti, a singhiozzo. Tre ore al giorno, a giorni alterni. Quattro ore alle superiori, mattinate online e rientri pomeridiani. Il caos per le famiglie è assicurato, i disagi di una scuola che riapre a metà si riversano tutti sugli studenti e sulle loro famiglie. I genitori si ritroveranno con uscite anticipate e turni improbabili, l'aspetto più duro da digerire è la scomparsa del tempo pieno: sono pochi gli istituti che riusciranno a garantire l'orario pieno dai primi giorni. Anche perché per farlo servono docenti e spazi che, al momento, non ci sono. Non solo, per il tempo pieno è necessario avere un servizio di mensa pronto a partire. Ma per il refettorio mancano i docenti che accompagnano le classi, il personale addetto alla pulizia che va nominato e lo spazio per il distanziamento, visto che i turni oltre le 14 sono improponibili e bisogna arrangiarsi con il pranzo al banco. Per ora meglio far slittare tutto a ottobre. 
Lorena Loiacono 


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