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Scuola, via libera ai tamponi rapidi Sono 740 le classi già in quarantena

Il problema è che avendo alzato la potenza di fuoco dei tamponi, al ritmo spesso di 100 mila al giorno, oggi può passare anche una settimana prima di sapere se si è positivi o meno.

30/09/2020
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La Stampa

paolo russo

roma

Via libera ai test rapidi nelle scuole. Ma luce rossa accesa per quello salivare, meno invasivo, ma anche meno affidabile sia del tampone tradizionale che quello versione "fast". A rendere più semplici i controlli in classe e a far risparmiare un bel po' di assenze per quarantene a scopo precauzionale è la circolare firmata ieri dal direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

Il test più affidabile, è messo subito in chiaro, resta il molecolare classico, che con un tampone oro faringeo da analizzare in laboratorio rileva con una precisione vicina al 100% le presenza del virus. Il problema è che avendo alzato la potenza di fuoco dei tamponi, al ritmo spesso di 100 mila al giorno, oggi può passare anche una settimana prima di sapere se si è positivi o meno. E questo significa mettere in quarantena intere classi per altrettanti giorni perché magari c'è un solo caso sospetto. Che è poi quello che sta accadendo in questi primi giorni di scuola con (a ieri) 740 classi in quarantena in attesa del risultato del tampone e 17 scuole chiuse del tutto, rivela il monitoraggio costante condotto da Lorenzo Ruffino dell'Università di Torino.

Prima del via libera al provvedimento ieri è stato il Comitato tecnico scientifico ad analizzare i risultati dell'indagine avviata dai ricercatori dello Spallanzani, per concludere che d'ora in avanti i controlli a tappeto si potranno fare anche con i test antigenici, quelli che sempre per mezzo di un tampone rilevano questa volta la presenza di proteine virali, gli antigeni appunto, fornendo una risposta in circa 15 minuti. «Ma la sensibilità e specificità di questo test -è scritto sempre nel provvedimento- sembrano essere inferiori a quelli del test molecolare». Ed è per questo che in caso di esito positivo bisognerà poi comunque fare il tampone classico, quello versione "slow". Ma il test rapido commette qualche errore solo sui campioni di mucosa conservati a meno 80 gradi, facendosi sfuggire qualche positivo con carica virale bassa, perciò meno infettivi. «Ulteriori validazioni eseguite su campioni appena prelevati hanno mostrato elevata sensibilità e specificità». Insomma il tampone fatto sul posto, come già avviene in porti e aeroporti, pur non essendo sicuro al 100%, ha consentito «di intercettare comunque un rilavante numero di contagiati, probabilmente con alte cariche virali, che non sarebbero stati individuati in altro modo». Da qui il via libera del ministero all'utilizzo del tampone rapido anche nelle scuole, «facilitando la decisione di applicare o meno misure quarantenarie in tempi brevi». Tradotto: in caso di esito negativo saranno poi i presidi o il medico della Asl referente per la scuola a decidere se mettere la classe in quarantena o far tornare tutti dietro ai banchi. Decisione che si potrà prendere sul momento visto che il tampone rapido si processa sul posto con un apparecchio di 20 centimetri per 20. Cosa che non si può fare con il test salivare che richiede di essere spedito in laboratorio. Quelli "fai da te" formato tascabile sono invece giudicati al momento altamente imprecisi.

Mentre si cerca di evitare il caos nelle scuole la curva dei contagi ieri ha ripreso a salire, con 1.648 casi contro i 1.494 del giorno precedente, anche se con 40mila tamponi in più. Ma a preoccupare è l'aumento dei decessi, ieri saliti da 17 a 24 e dei ricoveri, ancora 71 nei reparti ordinari e 7 in terapia intensiva. Sempre da allarme rosso i contagi in Campania, ieri altri 286. E il governatore De Luca firma una nuova ordinanza anti-movida che chiude tutti i locali alle 22 e vieta feste con più di 20 persone. Dal prossimoweek-end anche nel centro di Bologna mascherine obbligatorie all'aperto. —


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