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Scuola, tutor per lo sport e più borse di studio Ipotesi per le maestre: un'altra graduatoria

Maestre, rinnovi contrattuali e fondi per le borse di studio, concorsi da far partire e progetti scolastici da far decollare una volta per tutte. Compreso lo sport. Questo viene chiesto oggi al neo ministro all'istruzione, Marco Bussetti

05/06/2018
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Il Messaggero

ROMA Maestre, rinnovi contrattuali e fondi per le borse di studio, concorsi da far partire e progetti scolastici da far decollare una volta per tutte. Compreso lo sport. Questo viene chiesto oggi al neo ministro all'istruzione, Marco Bussetti, che proprio dallo sport proviene. Il ministro, ex dirigente all'ufficio scolastico regionale della Lombardia, è entrato infatti nel mondo della scuola come docente di educazione fisica con una laurea in scienze motorie conseguita con il massimo dei voti. E allora, tra le grane che si ritrova a dover gestire, c'è anche lo sport in classe e quel salto di qualità atteso da troppi anni. 
IL PROGETTONella legge della Buona Scuola, risalente ormai al 2015, è prevista infatti la sperimentazione del progetto dedicato agli studenti atleti che, troppo spesso, restano indietro con gli studi e rischiano di perdersi lungo il percorso per le troppe assenze e per le ore di allenamento, trascorse quindi lontane dai libri di scuola. La sperimentazione didattica Studenti-Atleti, promossa dal ministero dell'istruzione in collaborazione con il Coni, Lega Serie A e Comitato italiano paralimpico, nell'anno scolastico in corso ha coinvolto 1.505 studenti-atleti provenienti da 396 scuole, in 18 regioni diverse, e seguiti da circa 750 tutor interni alla scuola di appartenenza e da oltre 700 tutor sportivi facenti parte invece delle singole Federazioni.
Chi sono gli studenti atleti? Praticano soprattutto calcio, sport acquatici, atletica e basket e provengono prevalentemente dai licei scientifici e i licei sportivi, gli istituti tecnici e i professionali. Per far decollare la sperimentazione sarà necessario incrementare i numeri e, quindi, la formazione per i tutor chiamati ad accompagnare gli atleti nel corso di studi. Sempre sul fronte degli studenti, il ministro dovrà far tornare i conti per lo sblocco e il riparto delle risorse del Fondo di funzionamento ordinario delle università e del Fondo ordinario degli Enti di ricerca: si tratta di passaggi fondamentali anche per le borse di studio per gli iscritti e per le tasse universitarie. Ma Bussetti, già in capo all'Usr Lombardia, sa bene che a breve dovrà trovare la quadra per la complicata questione delle diplomate magistrali: in sospeso infatti ci sono le posizioni in graduatoria ad esaurimento di 43mila maestre precarie, che a fine giugno usciranno definitivamente dalla graduatoria per finire in quelle di istituto in base alla sentenza del Consiglio di Stato, e di 7300 maestre già di ruolo che verranno licenziate e di fatto retrocesse. Sembra ormai certo che l'uscita dalle Gae sia inevitabile e non resta quindi che trovare una soluzione alternativa: i sindacati coinvolti potrebbero chiedere di creare una terza graduatoria, dove verrebbero considerati sia gli anni di servizio delle diplomate sia il titolo di studio delle laureate in scienze della formazione. 
I DIRIGENTIResta ancora sospeso il rinnovo del contratto per i dirigenti del comparto Istruzione e Ricerca, tra cui i presidi che aspettano anche l'avvio del concorso per 2416 nuove assunzioni, necessarie più che mai visto che nelle 8700 scuole italiane ci sono solo 7mila presidi, 1700 di questi hanno una o più scuole in reggenza. Non senza problemi ovviamente. Sempre nell'ambito dei contratti, il neo ministro deve occuparsi dello stanziamento delle risorse in legge di bilancio per il 2019 necessarie per il prossimo rinnovo contrattuale del periodo 2019-202. Si tratta di questioni contrattuali, quindi, e soprattutto di conti da far tornare che nella scuola spesso hanno rappresentato il problema peggiore. 
Lorena Loiacono