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Scuola, rapporto Ocse-Pisa. Uno studente su 20 comprende un testo. La Cenerentola delle materie è Scienze

Secondo l'indagine 2018 solo in matematica i quindicenni risultano in media con gli altri Paesi. L'Italia si colloca tra il 23esimo e il 29esimo posto per capacità di lettura. Si confermano il divario tra Nord e Sud e tra maschi e femmine

03/12/2019
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la Repubblica

Ilaria Venturi

Sanno distinguere tra fatti e opinioni quando leggono un testo di un argomento a loro non familiare? Un quindicenne su venti riesce a farlo. La media Ocse è di uno su dieci. Mentre gli studenti che hanno difficoltà con gli aspetti di base della lettura sono uno su quattro: non riescono ad identificare, per esempio, l'idea principale di un testo di media lunghezza.


Niente da fare, dunque. I ragazzi italiani non migliorano nella capacità di leggere e comprendere un testo, un'emergenza nota da tempo e che era già emersa anche nell'ultimo rapporto Invalsi sugli studenti di terza media. Se si guarda alle superiori, siamo sempre sotto la media nel confronto internazionale. E peggioriamo rispetto a rilevazioni di dieci anni fa.

Un campanello di allarme che risuona dalla nuova indagine Ocse-Pisa che valuta le competenze dei 15enni rispetto alla lettura, la matematica e le scienze. A rappresentare una popolazione totale di 32 milioni di studenti quindicenni di tutti i 79 paesi ed economie partecipanti a questa edizione - presentata oggi - sono circa 600mila studenti che hanno sostenuto il test al computer della durata di due ore. In Italia, 11.785 studenti hanno sostenuto la prova, rappresentativi di una popolazione di circa 521.000 studenti quindicenni.


I risultati confermano i miglioramenti degli studenti italiani in matematica. Rimangono invece sotto la media Ocse per la lettura, definita come la capacità di comprendere, utilizzare, valutare, riflettere e farsi coinvolgere da un testo. E peggiorano le capacità nelle scienze. Si confermano inoltre il divario tra Nord e Sud, tra licei e professionali e le differenze di genere. Risultati che fanno dire ad Anna Maria Ajello, presidente Invalsi, che "non scatta una presa in carico del problema rispetto alla lettura di dati che, al contrario, devono preoccupare".

Il punteggio dell'Italia nella lettura è di 476 contro 487 della media Ocse. Il nostro Paese si colloca tra il 23° e il 29° posto tra i paesi Ocse. Un dato abbastanza stabile rispetto all'ultima rilevazione del 2015 (485). Ma se si guarda indietro i nostri ragazzi sono peggiorati: meno 11 punti rispetto al 2000 e  meno 10 punti rispetto a dieci anni fa (2009) nelle competenze di lettura.

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L'Italia è a livello di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele. Le province cinesi di Beijing, Shanghai, Jiangsu, Zhejiang e Singapore ottengono un punteggio medio superiore a quello di tutti i paesi che hanno partecipato alla rilevazione.

La novità è che per la prima volta sono state introdotte letture tratte da testi digitali per testare le conoscenze della generazione Z, nata nel 2004, che legge e s'informa sul web. Gli studenti italiani sono più bravi nei processi di comprensione (478) e di valutazione e riflessione (482), se la cavano peggio nell’individuare informazioni (470).

Non è una novità, ma sulle capacità di lettura si conferma il divario tra Nord e Sud: gli studenti delle aree del Nord ottengono i risultati migliori, al di sopra della media Ocse (Nord Ovest 498 e Nord Est 501), mentre i loro coetanei delle aree del Sud sono quelli che presentano le maggiori difficoltà (Sud 453 e Sud Isole 439). +

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Saltano agli occhi anche le differenze tra liceali, che ottengono i risultati migliori (521) e i ragazzi degli Istituti tecnici (458) e professionali (395) e della formazione professionale (404). Nei licei troviamo la percentuale più elevata di studenti che raggiungono i livelli più alti, definiti come top performer: sono il 9% contro il 2% dei tecnici. Chi raggiunge il livello minimo di competenza nella lettura è l'8% nei licei, percentuale che sale al 27% nei tecnici,. Non raggiunge il livello 2 - quello minimo - almeno il 50% degli studenti degli Istituti professionali e della Formazione professionale.


In lettura le ragazze superano i ragazzi di 25 punti; nel Nord-Estee nel Sud Isole il divario arriva a 30 e 35 punti di differenza. Il vantaggio delle ragazze è confermato anche da una presenza maggiore di ragazzi che non raggiungono il livello minimo di competenza: circa il 28% contro il 19%.
 

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In Matematica va meglio. Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio (487 - era 490 nel 2015) in linea con la media dei paesi Ocse (489). Un risultato simile a quello di Portogallo, Australia, Federazione Russa, Repubblica Slovacca, Lussemburgo, Spagna, Georgia, Ungheria e Stati Uniti. Anche qui le differenze si fanno sentire confermando una scuola a due velocità. Gli studenti del Nord Est, con un punteggio di 515, e quelli del Nord Ovest, con 514, ottengono risultati mi­gliori rispetto agli studenti del Centro (494), del Sud (458) e del Sud Isole (445). In particolare le due province di Trento e Bolzano hanno ottenuto risultati non dissimili dai Paesi scandinavi.

Dal 2009 ad oggi l’andamento dei risultati Pisa in matematica è rimasto costante. Rispetto ai cicli precedenti, la rilevazione del 2018 ha mostrato un miglioramento solo in confronto al 2003 (+21 punti) e al 2006 (+25 punti). Sono i ragazzi, soprattutto quelli che raggiungono i livelli più eccellenti, a superare le ragazze. Nei paesi Ocse, la differenza media tra maschi e femmine in matematica è di 5 punti, in favore dei primi. In Italia questa differenza è più elevata: 16 punti.

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Peggiora la situazione delle competenze in Scienze: il punteggio è di 468 contro la media Ocse di 489. Nel 2015 era di 481. Più in generale, se si guarda a un periodo più lungo, la media dei risultati in scienze nel 2018 è significativamente inferiore a quella osservata nel periodo 2009-15. L’Italia si colloca in linea con Turchia, Slovacchia e Israele e, tra i paesi partner, Croazia, Bielorussia, Ucraina.

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Le differenze nei risultati medi tra macro-aree si confermano molto marcate: gli studenti del Nord Ovest e del Nord Est ottengono i risultati migliori con rispettivamente 491 e 497 punti. Seguono gli studenti del Centro con 473 punti, infine troviamo quelli del Sud e del Sud Isole (rispettivamente 443 e 430 punti). I licei ottengono un risultato medio in scienze significativamente superiore (503) a quello di tutti gli altri tipi di scuola e gli Istituti tecnici conseguono un risultato (460) che supera quello degli Istituti professionali (394) e dei Centri di Formazione professionale (408).

La scuola delle disuguaglianze

Il sistema scolastico non sblocca l'ascensore sociale. Le scuole tendono ad essere frequentate da studenti con lo stesso background socio-economico e culturale, rileva l'indagine. E questo crea un effetto di segregazione. Basti pensare che la varianza dei risultati tra scuole in Italia è del 43% della varianza totale contro il 29% della media Ocse. 

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A parità di competenze, si rileva una maggiore difficoltà a immaginare il proprio futuro se i ragazzi vengono da condizioni svantaggiate dal punto di vista sociale. Gli studenti eccellenti che vogliono un titolo superiore al diploma sono 9 su 10 se provengono da un contesto socio-economico avvantaggiato; scendono a 6 su 10 se sono socio-economicamente svantaggiati.

E sono forti gli stereotipi di genere che resistono. Le aspettative di carriera degli studenti con i risultati migliori in matematica e scienze lo dimostrano: un ragazzo su quattro prevede di lavorare come ingegnere o come professionista nelle scienze all'età di 30 anni. Tra le ragazze la percentuale è inferiore: solo una su otto immagina così il suo futuro.