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Scuola, la denuncia della Flc-Cgil: 254mila alunni studiano in classi-pollaio

Alessandro Rapezzi: "Basta con le deroghe e si garantisca subito lo sdoppiamento delle sezioni numerose"

09/10/2021
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la Repubblica

di Ilaria Venturi
E' uno dei temi più caldi sulla scuola: le classi pollaio. Meglio, numerose. Troppo. La Flc-Cgil ha fatto i conti, numeri che sono quelli del ministero all'Istruzione, ma che in termini assoluti saltano agli occhi: 254.015 alunni, dalla primaria alle superiori, studiano in classi dove si è derogato al tetto massimo di presenze in aula, dunque in "classi in deroga alla norma". L'emergenza è soprattutto nei licei e negli istituti tecnici e professionali dove superano il numero massimo 7.345 classi, dunque 205.660 studenti calcolando una media di 28 per classe. Le regole attuali sulla formazione delle classi sono nel decreto n.81 del 2009. Il numero di alunni per sezioni-classe va da un minimo di 18 a un massimo di 26 (con deroga a 29) alla materna, va da 15 a 26 (con deroga a 27) alla primaria; da 18 a 27 (con deroga a 30) alle medie; da 27 a 30 fino a +10% alle superiori. "Nella realtà l'applicazione della norma presenta una percentuale molto alta di eccezioni - spiega Alessandro Rapezzi della segreteria Flc-Cgil - così non si può più andare avanti. Basta con le deroghe e sediamoci intorno a un tavolo per rivedere i tetti. Occorre stabilire nuovi parametri calati nella realtà: abbiamo scuole in zone dove è necessario avere classi anche con numeri ridottissimi, mentre nei grandi centri metropolitani l'intervento deve essere deciso sui tetti massimi da ridurre". Altro capitolo, l'inclusione degli studenti disabili. Anche qui la norma impone di non superare il limite dei 20 alunni nelle classi che accolgono un disabile. In pratica le classi che non rispettano la regola sono oltre 42.500 alla primaria, 41.297 alle medie e 64.622 alle superiori. "Ma se solo alla primaria gli alunni disabili sono oltre 100mila c'è qualcosa che non torna" insiste Rapezzi. "Al netto di questo, è altrettanto prassi consolidata inoltre includere due o tre alunni con disabilità nello stesso gruppo-classe già numeroso oltre il limite".

E' nelle intenzioni del ministro Patrizio Bianchi mettere mano al problema ("stiamo lavorando sul dimensionamento degli istituti e la numerosità delle classi"), ma tocca al Parlamento rifare i parametri per legge. In vista dei fondi per il Pnrr in arrivo per la scuola, della nuova Finanziaria da approvare e con le iscrizioni alle prime che si chiuderanno a gennaio. Il fronte anti-classi pollaio è largo, va dai comitati dei genitori agli insegnanti e presidi e coinvolge tutti i sindacati. "La lettura aritmetica del problema risulta fuorviante rispetto alla complessità della prassi quotidiana" ricorda Gilda. In rete girano petizioni, come quella del Tavolo Santamuri: "Il fenomeno del sovraffollamento delle classi così dette classi pollaio, anche in presenza di alunni con bisogni specifici, è una grave criticità della scuola pubblica". "Abbassare il numero degli alunni vuol dire creare le migliori condizioni per sperimentare forme di didattica innovativa e partecipativa, per sviluppare una migliore relazione dal punto di vista pedagogico, per personalizzare gli apprendimenti - spiega Rapezzi - va ridotto il sovraffollamento anche per garantire il necessario distanziamento, anche oltre l’attuale emergenza sanitaria. Avere classi meno numerose, oltre ad essere un elemento di prevenzione e sicurezza, favorisce un benessere generale e soprattutto un ambiente più salubre".


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