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Scuola, la Dad non funziona? La lezione di Francia e Olanda: servono piani di recupero

In Italia non sono state fatte rilevazioni, i test Invalsi sono saltati ma Olanda e Francia hanno scoperto che contro i ritardi delle lezioni a distanza bisogna correre subito ai ripari

13/01/2021
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Corriere della sera

 di Gianna Fregonara e Orsola Riva

«La Dad non funziona più», ha detto lunedì Lucia Azzolina. Ma fino ad ora ha funzionato? La ministra è molto preoccupata per la dispersione scolastica in rialzo (siamo passati dal 13,8% del 2016 al 14,5% del 2018), sulla quale purtroppo non abbiamo dati aggiornati se non un report di Ipsos-Save the Children basato sulle dichiarazioni di un campione di studenti che si sentono più impreparati di quando andavano scuola (35 per cento) e lamentano un peggioramento nelle capacità di concentrazione e studio (37 per cento). Quanto agli effetti della Dad sulla preparazione degli studenti, il ministero finora ha scelto di non fare nessuna rilevazione (i test Invalsi, già saltati l’anno scorso, sono tornati di nuovo in bilico), diversamente da altri Paesi europei che a settembre hanno condotto studi approfonditi.

Il caso olandese

In Olanda, per esempio, dove le chiusure della primavera scorsa sono durate 8 settimane contro le 12 italiane (e le dotazioni tecnologiche di partenza di famiglie e scuole erano molto migliori), il sistema dei test ha permesso di accertare un ritardo negli apprendimenti dei bambini della primaria pari al 20 per cento. Idem in Francia dove gli alunni di seconda elementare hanno subito un rallentamento consistente degli apprendimenti soprattutto nella lettura e nella scrittura, mentre per la matematica i problemi si vedono soprattutto nei bambini che hanno un background svantaggiato. E’ andata decisamente meglio in prima media, dove i risultati sono addirittura migliorati quest’anno, soprattutto grazie alle contromisure messe in opera dal governo francese che ha deciso di concentrare gli sforzi sul recupero dei ritardi nelle competenze fondamentali (leggere, scrivere e saper fare di conto) anche a danno di altre materie.

La potatura

La stessa potatura di rami (e di materie da recuperare) è stata pragmaticamente decisa dagli inglesi fin dall’inizio dell’emergenza. In Italia, invece, i piani di recupero individualizzati (i cosiddetti Pia e Pai) che erano stati annunciati per lo scorso settembre sono stati rinviati a causa della drammatica mancanza di docenti nelle prime settimane di scuola. Resteranno una buona idea mancata. Avendo poi il ministero deciso di promuovere tutti già una prima volta, come potrebbe avvenire anche quest’anno, si rischia di rinviare ulteriormente la presa d’atto di cosa realmente non ha funzionato.