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Scuola, il Pd a Conte: «Il concorso per i precari va rinviato, c’è il rischio contagio»

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina (M5S) insiste: «Sfatiamo un mito, è sicuro e si farà»

17/10/2020
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il manifesto

Roberto Ciccarelli

Il partito democratico si appella al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per fermare il concorso straordinario per i precari della scuola che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina intende mantenere ad ogni costo dal 22 ottobre al 9 novembre mentre aumentano i contagi da Covid in tutta Italia. ««Il governo sospenda il concorso scolastico. Non c’è nessuna ragionevolezza nel voler insistere sullo svolgimento nella condizione di estrema criticità che il Paese sta vivendo. E inaccettabile mettere a rischio la sicurezza di migliaia di candidati e, di conseguenza, del personale scolastico degli istituti che saranno sede delle prove, degli studenti, delle loro famiglie. Voler forzosamente spostare migliaia di insegnanti dalla propria Regione verso altre Regioni è contro ogni buon senso e contro ogni logica di sicurezza.Conte intervenga e stoppi il concorso, ascolti le richieste pressanti che vengono da tutto il mondo della scuola» ha detto il senatore Pd Francesco Verducci, vice Presidente Commissario Cultura e Istruzione. «Lo svolgimento di concorsi in questa fase di aumenti esponenziali della curva del contagio da Covid espone a rischi enormi – ha aggiunto Camilla Sgambato, responsabile Scuola del Partito Democratico – Spostarlo a tempi migliori sotto il profilo sanitario ci sembra la cosa più opportuna da fare».

Ma la ministra Azzolina non intende cedere e rinnova la sfida dentro il governo, ai sindacati e alle associazioni dei precari che sostengono la prova per titoli e servizio in osservanza della direttiva della Commissione Europea che ha chiesto all’Italia di stabilizzare i precari della scuola in servizio da più di tre anni.«Sfatiamo il mito che non si possono fare i concorsi – ha detto Azzolina – Il giorno 22 ottobre è l’inizio delle prove. Si tratta di concorsi molto sicuri perché non dobbiamo immaginare grandi padiglioni fieristici. La Rai qualche giorno fa ha fatto un concorso per 3 mila persone con mille a padiglione. Noi ne mettiamo dieci a laboratorio, in massima sicurezza su più giorni».«Non ho alcun pregiudizio nei confronti dei sindacati – ha aggiunto – Avrebbero voluto assumere senza alcuna prova concorsuale in ingresso». In realtà hanno chiesto l’osservanza della direttiva europea, la stabilizzazione e una prova da effettuare comunque su una base diversa. Una soluzione scelta per affrontare l’emergenza, la carenza delle cattedre, e il fatto che i vincitori del concorso andranno in cattedra l’anno prossimo anche se risulteranno assunti da quest’anno. Ma per il ministero dell’Istruzione lo scontro è diventato ideologico, è basato sul mito del «merito» che non trova conforto con l’esiguità delle prove denunciata dagli stessi precari e non risolve né il problema del precariato, né l’urgenza del momento.

Non è al momento ancora chiario se la chiusura delle scuole in Campania alle attività didattiche fino al 30 ottobre impedirà di celebrare il concorso in questa regione. Se così fosse, non è prevista una prova suppletiva. I precari, in questo caso, si trovano in una tenaglia: rischiare di contagiare e contagiarsi, oppure vedersi annullare la prova.