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Scuola, i sindacati al governo: nuovo contratto o sarà battaglia

Cgil, Cisl, Uil e Snals lanciano la mobilitazione con assemblee in tutte le scuole:. «Non escludiamo nulla». Il 18 ottobre grande marcia per la scuola a Barbiana

05/10/2017
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Corriere della sera

Claudia Voltattorni

«Adesso basta». Dopo mesi di pace, il mondo della scuola alza la voce. I quattro sindacati Cigl, Cisl, Uil e Snals si sono ritrovati oggi pomeriggio a Roma per una conferenza stampa unitaria in cui hanno sottolineato e ricordato i problemi in cui ancora versa la scuola italiana e che non sono stati risolti. Primo tra tutti il rinnovo del contratto scaduto dal 2009 e di cui si parla da mesi ma che ancora resta fermo senza una risposta. «Non è una battaglia corporativa ma di civiltà», dicono i sindacati confederali che parlano di «situazione esplosiva nelle scuole» e che lanciano una mobilitazione congiunta in tutte le scuole d’Italia: «Dopo anni di tagli e blocco contrattuale, la pazienza è finita».

Le proteste

Assemblee negli istituti tanto per cominciare. E poi marce e cortei in tutte le città d’Italia. Fino al 18 ottobre, anniversario del 50mo anniversario della morte di Don Milani, quando la scuola organizzerà una grande iniziativa pubblica. E se non dovesse bastare, «non escludiamo altre iniziative di protesta», come uno sciopero generale: «Extrema ratio».

Le richieste

I sindacati chiedono l’apertura delle trattative come stabilito lo scorso 30 novembre e denunciano l’immobilità del governo: «È vero che la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha dato un taglio diverso alle relazioni sindacali - ha detto Ivana Barbacci, segretaria nazionale della Cisl scuola -, ma le buone intenzioni non si sono concretizzate visto che il Mef trattiene a se le decisioni più significative relative alle risorse». «I rimpalli sull’atto di indirizzo - aggiunge Francesco Sinopoli, Cgil Scuola -, confermano la grave sottovalutazione da parte del Governo della situazione della scuola italiana, situazione invece esplosiva, caratterizzata da una grande frustrazione del personale». Insegnanti sottopagati, ripristino del potere di acquisto dei salari, mantenimento degli scatti di anzianità, più risorse per la valorizzazione della professionalità, aumento degli 85 euro «che non bastano»: «La scuola - dice Pino Turi della Uil - non ha bisogno di pacche sulle spalle, ma di atti concreti, il governo si attivi subito». E Elvira Casini dello Snals chiede «il segnale di una sincera volontà di stipulare i contratti del pubblico impiego senza furbizie elettoralistiche, lo vedremo a breve con la legge di bilancio». Anche questo autunno si annuncia caldo


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