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Scuola, educazione civica messa subito da parte: «Se ne riparla nel 2020»

Prima il via libera, poi lo stallo, poi la ripartenza e infine una nuova definitiva stroncatura

12/09/2019
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Il Messaggero


Prima il via libera, poi lo stallo, poi la ripartenza e infine una nuova definitiva stroncatura: niente da fare, dopo tanti tira e molla è chiaro che l'educazione civica a scuola proprio non può entrare. E' arrivato ieri, infatti, il parere negativo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione che ha stroncato all'unanimità la sperimentazione nazionale prevista per l'insegnamento dell'educazione civica a scuola a partire dall'anno socratico 2019-2020. 
L'ITERSecondo la legge, approvata in via definitiva al Senato lo scorso 1 agosto, si trattava di svolgere 33 ore di lezione l'anno. Non sarebbero state 33 ore di lezione aggiuntive all'orario scolastico tradizionale ma ore trasversali, inserite nello svolgimento di altre materie come storia o diritto. Quindi sostanzialmente a costo zero. 
La sperimentazione sarebbe dovuta partire in questi giorni, con l'avvio dell'anno scolastico, tramite un'organizzazione interna alle singole scuole che avrebbero dovuto decidere autonomamente a quali docenti affidare l'insegnamento dell'educazione civica. E molti istituti, pur in questo faticoso avvio di anno scolastico con una carenza cronica di insegnanti, probabilmente, avevano già avviato i lavori per capire come muoversi. Ma ormai non ce n'è più bisogno, salta tutto proprio quando sembrava che il progetto potesse davvero prendere il via. Lo stop, infatti, arriva dopo un'estate di fuoco, in cui l'educazione civica è rimasta travolta dalla bufera della crisi di Governo. Per far sì che entrasse in vigore il 1 settembre, la legge del 1 agosto sarebbe dovuta uscire in Gazzetta ufficiale entro il 16 agosto così da far trascorrere i 15 giorni previsti di vacatio legis.
I TEMPILa crisi agostana però ha travolto tutti i progetti del Governo mettendo nel dimenticatoio la legge tanto attesa che, di fatto, non venne pubblicata in tempo in Gazzetta ufficiale. Si decise allora di correre ai ripari e avviare comunque l'insegnamento dell'educazione civica con una sperimentazione nazionale e, per questo, il parere del Cspi era obbligatorio. L'ex ministro all'istruzione Marco Bussetti il 26 agosto aveva inviato il decreto al Cspi con procedura d'urgenza per averne il parere. 
Ieri il parere è arrivato con un no secco. E questa volta senza appello né corse contro il tempo. 
LA MOTIVAZIONENelle motivazioni del Cspi si legge: La sua introduzione, ad anno scolastico iniziato, metterebbe in difficoltà le  scuole: sono 33 ore di insegnamento, ma le programmazioni sono già state messe a punto. E così, dopo un iter altalenante, si blocca di nuovo tutto. Con uno slittamento che porterà l'entrata in vigore almeno al 2020.
Il neoministro all'istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha già annunciato di voler rivedere l'organizzazione e voler prevedere dei fondi ad hoc. «Abbiamo appreso del parere negativo del Cspi sulla sperimentazione sull'insegnamento dell'Educazione civica - ha spiegato - sentirò a breve associazioni di dirigenti, docenti e studenti per discutere con loro della possibilità di avviare una seria programmazione a partire da gennaio 2020, con tanto di fondi aggiuntivi in Legge di Bilancio, per fare quello che il precedente Ministro non aveva fatto, cioè preparare in modo efficace le scuole nell'ottica dell'introduzione dell'Educazione civica nel settembre 2020, come previsto dalla legge». 
Una nota polemica, rivolta all'ex ministro, che riprende il parere dei sindacati, contrari all'introduzione dell'educazione civica in corso d'opera che avrebbe complicato il lavoro dei docenti nelle scuole.
Lorena Loiacono