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Scuola e vaccino anti-Covid: lo faranno i pediatri. Perché non sarà obbligatorio

Il governo non legherà l’ammissione a scuola con il vaccino, anche se l’immunizzazione dei più giovani «è fortemente consigliata» in vista del ritorno in classe a settembre. Speranza: speriamo di averli vaccinati in maggioranza entro l’estate

01/06/2021
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Corriere della sera

Gianna Fregonara

Deve il vaccino anti-Covid diventare obbligatorio come lo sono gli altri vaccini che si fanno nei primi anni di vita? La domanda non è peregrina e anzi è già fonte di discussione e anche di polemica tra gli esperti e nel mondo della scuola, visto che anche l’Aifa si è occupata di dare il suo parere sull’estensione dell’uso degli attuali vaccini anche ai ragazzi dai 12 anni in su, cioè agli studenti delle scuole medie e superiori. Finora la vaccinazione non è obbligatoria neppure per gli adulti e dunque è improbabile - lo ha ribadito anche il ministro Roberto Speranza - che lo diventi nel breve periodo per gli adolescenti. Ma, si può replicare, che cosa serve correre a vaccinare gli studenti quest’estate per un ritorno in classe sicuro - «vaccinare è la strada, i vaccini sono il modo in cui si mette in sicurezza non la singola persona ma la comunità», ha detto ieri il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi -, se poi magari la metà o più non lo sono? Per la ripresa di settembre resta sul tavolo l’ipotesi di tamponi ripetuti a distanza costante (anche settimanale) specie se si riusciranno a diffondere i tamponi salivari per i più piccoli.

«No all’obbligo»

Il virologo Andrea Crisanti per esempio è dubbioso sull’idea di legare la vaccinazione all’ammissione in classe. E del resto anche per i dieci vaccini attualmente obbligatori, non è prevista l’eslcusione da scuola - in nome della tutela del diritto all’istruzione - ma una multa per i genitori come deterrente per chi non è in regola. «E’ molto presto - spiega Crisanti - Non ci sono abbastanza dati sui ragazzi. E ci sono aspetti come alcune segnalazioni di miocarditi» post iniezione con prodotti a mRna, in particolare in under 30, «che sono elementi da non sottovalutare e su cui si devono continuare analisi e approfondimenti per avere un quadro chiaro. Quindi diamo tempo al tempo». Già si sono mossi con un appello diversi virologi, biologi, epidemiologi e giuristi per chiedere che non si proceda per obbligo. Eventualità di cui il governo non parla, addirittura il sottosegretario alla Salute Sileri esclude che possa essere imposto anche in futuro: «La vaccinazione sarà fortemente consigliata, ma non obbligatoria per iscriversi a scuola», ha spiegato. Il ministro Speranza spiegando che il vaccino autorizzato per i più piccoli è Pfizer-Biontech e che l’idea del governo è che siano i pediatri (e per i più grandi i medici di famiglia) a provvedere alla somministrazione si è comunque augurato di «arrivare ad aver vaccinato anche la stragrande maggioranza delle persone tra i 12 e i 15 anni prima di settembre».


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