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Scuola, con la crisi di governo a rischio il concorso dei prof e il salva precari

Che cosa succede di tutti i provvedimenti attesi nelle prossime settimane: il mega concorso per 70 mila tra maestri e prof rischia di essere ancora rinviato. Per i precari niente sanatoria. Si salva l’Invalsi

10/08/2019
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Corriere della sera

L’incognita sul decreto scuola

Se lo scontro istituzionale di queste ore si concluderà con l’apertura formale della crisi di governo, per la scuola le conseguenze saranno tante anche se non si vedranno all’inizio del prossimo anno scolastico. La conseguenza più rilevante rischia di essere l’ennesimo rinvio dei concorsi, sicuramente di quello straordinario per i precari, molto probabilmente anche di quello ordinario. Vediamo con ordine che cosa può succedere.

I precari e i Pas

Il testo del decreto legge approvato tra mille complicazioni e dubbi martedì 7 dal consiglio dei ministri difficilmente a questo punto potrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro il 28 agosto, pur con la formula edulcorata del «salvo intese». Al momento il testo, in linea teorica, potrebbe essere inviato al Colle per la firma e la pubblicazione - che ne fa iniziare a decorrere la validità di sessanta giorni - ma visti i distinguo del Movimento 5 Stelle che voleva cambiare più di una parte del testo, appare probabile che l’iter si fermi. Impossibile poi pensare ad un accordo durante l’iter della crisi. La Cisl Scuola fa appello con la sua segretaria Maddalena Gissi a «far prevalere la responsabilità politica» per salvarlo ma sembra molto improbabile che si riesca. Questo comporterà che il concorso straordinario, che avrebbe dovuto far accedere 24 mila insegnanti che già hanno lavorato nella scuola alle graduatorie, e i Pas, i corsi universitari che avrebbero abilitato altri 25 mila prof , si fermano. Tutto rinviato o tutto da rifare.

Il concorso ordinario

Se la crisi rischia di fermare tutte le aspettative dei precari che hanno almeno un anno di anzianità di servizio, anche il concorso ordinario che il ministro Bussetti ha annunciato diverse volte come imminente nel corso di questo anno di governo e che poi ha sempre rinviato, rischia di essere di nuovo rimandato. Difficile infatti immaginare che il Miur, durante la crisi, possa avviare le procedure concorsuali.

Le assunzioni

Non ci sono invece effetti per quanto riguarda le assunzioni, sia quelle dei professori - il Mef ne ha autorizzate 53 mila, cinquemila in meno di quelle chieste da Bussetti per il prossimo settembre - sia quelle dei neopresidi. Il problema piuttosto per i professori sarà trovare nelle graduatorie le figure professionali adatte nelle regioni dove servono. I primi dati provenienti dalle regioni del Nord e diffusi da Anief disegnano una situazione preoccupate: in Piemonte un posto su tre non sarà ricoperto, in Lombardia uno su due e in Veneto potrebbe andare anche peggio.

La battaglia contro l’invalsi

Tireranno invece un sospiro di sollievo all’Invalsi. La battaglia della Lega per ridurre il peso delle prove di terza media e della maturità e per tagliare i fondi all’istituto di valutazione si ferma di fatto. Già stralciata, la norma taglia-valutazione è rimandata al prossimo esecutivo.