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Scuola, allarme supplenti: a settembre 85 mila cattedre vacanti

Sono 85.150 le cattedre vacanti per l’anno scolastico 2020-2021, un vero record. Lo scorso anno erano 64.149. Si preannuncia un inizio anno complicato, alla ricerca di supplenti, soprattutto al Nord, nelle aree più colpite dal Covid

01/07/2020
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Corriere della sera

Valentina Santarpia

Cresce ancora anche quest’anno il numero della cattedre lasciate vuote dai professori che vanno in pensione e che ormai il sistema delle graduatorie, senza nuovi concorsi, non riesce a riempire. Il prossimo anno ci sono 85 mila posti di ruolo disponibili, una cifra da record. Se le cattedre non saranno tutte occupate, questi posti si trasformeranno in cattedre per supplenti, il cui numero continua a crescere. Il mancato concorso facilitato per i precari di quest’estate non fa che aggravare la situazione. Per questo il Ministero sta lavorando per rivedere il bando e far partire quanto prima lo straordinario e gli altri concorsi rispetto.«Avremo un inizio anno complicato, alla ricerca di supplenti, soprattutto al Nord, ovvero nelle aree più colpite dal Covid», ha spiegato la segretaria della Cisl scuola Maddalena Gissi.

Occasione d’oro per i sindacati per ribadire quella che è la loro linea: occorre una sanatoria. «Non si può procedere solo per concorsi, come è stato fatto negli ultimi quattro anni, ma è necessaria una procedura di reclutamento e stabilizzazione come avviene nella Pa e in tutti contesti lavorativi come chiede la Corte di Giustizia europea». L'anno scorso, dopo le operazioni di mobilità, rimasero disponibili 64.149 posti. «La scuola si dovrà preparare alla più tragica staffetta tra insegnanti che si ricordi dal 2007. Duecentomila insegnanti, uno su quattro, saranno precari. Un quadro desolante», spiega Pino Turi, Uil Scuola.

I numeri

Come si arriva a questi numeri? «Solo matematica, nessuna stima», assicura Gissi. Dopo i trasferimenti, che sono stati ufficializzati ieri, residuano i posti vacanti, cioè posti per cui va garantita la copertura con l’organico di diritto, cioè con assunzioni. Il problema vero è che la programmazione spesso non corrisponde alla copertura delle cattedre. Ecco perché anno dopo anno le stratificazioni, aggiunte alla quantità di pensionamenti, liberano cattedre che sono utili all’immissione in ruolo. L’anno scorso il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti chiese al Mef 58 mila posti, ne furono autorizzati 53 mila, ma ne furono assunti 25 mila perché non c’erano persone utili in graduatoria. Con i tre concorsi previsti nel decreto scuola si dovrebbe arrivare ad avere 78 mila nuovi prof pronti per passare di ruolo, ma se ne parla al più presto a partire dal settembre 2021.

I tempi

«Attraverso il concorso ordinario ci vogliono un paio di anni prima di mandare in cattedra i docenti - spiega Gissi - nel frattempo nella scuola esistono più di 100mila docenti precari con più di 3 anni di servizio ai quali va riservato un processo di reclutamento in grado di garantire subito la copertura dei posti vacanti». Gissi sottolinea che «quest’anno la ministra ha autorizzato 4.500 posti e solo 3.300 coperti da assunzioni. Vuole dire che non ci sono i candidati - prosegue - e che continueremo ad avere un proliferare di supplenti che possono produrre difficoltà sul piano della didattica».