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Scuola, 30mila supplenti senza stipendio

Di nuovo ritardi nelle buste paga del Miur, spostato per la terza volta il termine per il saldo definitivo. I sindacati: "Insegnanti fuori sede in grave difficoltà"

11/01/2017
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la Repubblica

Corrado Zunino

ROMA. La supplente Maria Vitale, da Padova, scrive sul gruppo precario aperto su Facebook: “A me devono pagare novembre e dicembre”. Gli ultimi due mesi del 2016, più la tredicesima. Paola Barontini, lei docente breve a Livorno, domanda preoccupata alla collega che insegna nella stessa città: “Luisa, ma maggio e giugno, poi, te li hanno versati?”. Ci risiamo. Esattamente come tredici mesi fa, quando nella scuola italiana esplose il caso tredicesime da un euro. Ci sono trentamila docenti precari e centinaia di amministrativi – la stima è del sindacato Usb e il numero è in fotocopia rispetto a quello della stagione 2015-2016 – che non riescono a prendere lo stipendio. Se hanno fatto cattedra per due mesi, attendono di essere liquidati. Se hanno preso un’annualità di docenza – insegnamento da settembre a giugno – hanno accumulato ritardi a singhiozzo e rossi in banca.

Scrive l’Unione sindacale di base: “Migliaia di precari della scuola non vedono lo stipendio dallo scorso settembre, sono insegnanti che hanno pagato le tasse e le bollette e, ancora una volta, hanno dovuto trascorrere i periodi festivi tirando la cinghia”. Marcello Pacifico, segretario dell’Anief, altro sindacato di base: “In molti casi i docenti non pagati sono stati assunti a tempo determinato a centinaia di chilometri da casa. Hanno spese vive, innanzitutto l’affitto e il costo dei trasporti, che non riescono più a sostenere”.

Il ministero dell’Istruzione e quello delle Finanze – come un anno fa - si rimbalzano la responsabilità. Il problema si concentra sul portale Sidi, che cura l’amministrazione e la contabilità scolastiche: presenta diverse difficoltà di connessione. Soprattutto, il Mef non carica i borsellini elettronici – i Pos - dei singoli istituti e le singole segreterie non possono autorizzare pagamenti.

Il ministero dell’Istruzione aveva annunciato un’emissione

speciale per il 13 dicembre e poi, disattendendo la prima data, per il 9 gennaio. Una nuova circolare ha spostato il termine ancora in avanti: mercoledì 18 gennaio. I sindacati annunciano ricorsi formali. La Cgil: “Questo sistema di pagamento, semplicemente, non funziona”.


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