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Scrivono ai giornali

dal forum del Corriere Un manipolo di eroi Come mi ha detto un genitore di un mio studente, "oggi la scuola è costituita da un manipolo di eroi e da una schiera di mentecatti". E' quasi la...

01/11/2001
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dal forum del Corriere

Un manipolo di eroi

Come mi ha detto un genitore di un mio studente, "oggi la scuola è costituita da un manipolo di eroi e da una schiera di mentecatti". E' quasi la verità almeno nella mia realtà, un liceo artistico di provincia, nel ricco Nord. Il ministro Moratti sa con chi ha a che fare? Dirigenti incapaci, insegnanti che si buttano a pesce per conquistare le f.o. senza poi concludere nulla, commissioni su commissioni, pof che esiste solo sulla carta, edifici fatiscenti, laboratori inesistenti e via dicendo. Esistono inoltre nelle scuole artistiche privilegi discriminatori come "il permesso artistico", usufruibile solo dai cosiddetti artisti, che se ne stanno a casa fino a un mese, retribuiti, per fare i cavoli propri. Manager Moratti, per favore rivalutiamo la professionalità.
Grazie

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Sono il prototipo dell'insegnante del terzo millennio

Salve, sono il prototipo dell' insegnante del terzo millennio.
Ho superato i concorsi ordinari del lontano 1990 e quelli riservati più recenti, possiedo sette diverse abilitazioni, insegno da quindici anni e ho prestato servizio in cinque città diverse, quasi sempre lontano da casa, in otto scuole diverse, su sette diverse discipline.
La mia principale qualità è la flessibilità: vado in qualsiasi scuola della mia provincia, su qualunque tipo di insegnamento (sedi carcerarie, orario di servizio pomeridiano), non mi lamento mai, mi assento pochissimo: tutto questo perché mi piace insegnare.
C'è solo un insignificante particolare da aggiungere: sono ancora un docente precario.
Ogni anno sembra quello buono per passare di ruolo, ma poi salta fuori una norma o una legge che mi taglia fuori, regole che cambiano durante la partita. I vari ministri si susseguono e vogliono lasciare la propria impronta (e la lasciano eccome: sulla mia faccia e su quella di tanti miei colleghi che stanno, più o meno, nella mia stessa situazione).
La possibilità dei docenti di ruolo di poter usufruire della legge 124/1999 destinata ai precari e l'unificazione della terza e quarta fascia delle graduatorie permanenti ci hanno dato una mazzata micidiale e attendo con terrore la prossima mossa del sig. ministro sulla "razionalizzazione" degli organici, che metterà in crisi anche i docenti di ruolo e che risolverà in un attimo e una volta per tutte il problema del precariato, semplicemente togliendo ogni speranza a tutti noi docenti precari.
In tutta questa situazione ingarbugliata e in continua evoluzione (involuzione?) mi permetto di dare qualche suggerimento al nuovo ministro:
1) Nella valutazione dei titoli e dei servizi delle graduatorie permanenti, che sicuramente cambierà, dare maggior peso alle altre abilitazioni conseguite e all'insegnamento reso per necessità in altre classi di concorso, ma prestato nello stesso ordine di scuola
2) Inserire in ogni scuola, in funzione del numero di alunni e per macroambiti disciplinari (per esempio umanistico, scientifico, tecnico) nuove figure professionali di insegnanti pluriabilitati destinati, nelle proprie ore di servizio, a supplenze brevi, corsi di recupero, sportelli didattici per gli alunni e altre funzioni simili
3) Ridurre il numero massimo di alunni per classe a 25: spesso infatti abbiamo a che fare con classi di oltre trenta studenti che sempre più assomigliano a terribili gironi infernali
4) Imporre agli insegnanti che svolgono anche la libera professione un orario part-time di 10-12 ore settimanali, senza estrometterli definitivamente dalla scuola; le figure professionali restano molto importanti, in particolare per l'insegnamento delle materie scientifiche, tecniche e di indirizzo, e non vanno messe alla porta; portano nella scuola il contatto diretto e continuo con il mondo del lavoro, integrano i propri percorsi didattici con la loro esperienza professionale, insegnano ai ragazzi non solo quello che è scritto sui libri, ma anche quello che serve veramente. Conosco tanti colleghi che insegnano materie tecnico-professionali, ma che non esercitano la libera professione: sono aridi, svuotati, sono rimasti indietro anni luce nell'aggiornamento disciplinare; non sarebbe bello che anche i colleghi di lettere fossero giornalisti, scrittori, o cantautori?
Mi raccomando, sig. ministro: non sia così inflessibile con noi docenti flessibili.
Un cordiale saluto a tutti dal prototipo dell'insegnante (disoccupato?) del terzo millennio.

Massimo Tronca

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Moratti e maturità: cialtroneria o incompetenza?

Il ministro Moratti ha detto un giorno che agli esami di Stato vengono promossi troppi studenti. La settimana dopo ha detto che le commissioni dell'esame saranno composte di soli membri interni agli istituti, con l'eccezione del presidente, che avrà però solo funzioni notarili, controllando se la forma dell'esame è corretta.
Come consegue il provvedimento dall'analisi della situazione? Siamo nell'orwellismo più spinto (double-speak), o si tratta solo di un ministro incompetente?

Saluti,
Nicola

PS Io sono uno di quelli che s'erano illusi che la Moratti sarebbe stata un ministro efficiente e competente.

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Attenzione sugli esami di Stato

Consentitemi di porre all'attenzione dei partecipanti al forum e al direttore del quotidiano la tematica sugli esami di Stato da parte di chi è stato docente prima, e preside oggi. Purtroppo quasi sempre chi vive concretamente le situazioni sul campo è poco interpellato. E' dal 1968 che partecipo agli esami di maturità prima e al nuovo esame di Stato oggi. Posso con certezza affermare che il vecchio esame di maturità con alcuni aggiustamenti avrebbe consentito di verificare in modo puntuale e rigoroso la preparazione dei giovani e sicuramente sarebbe stato di maggiore stimolo per i docenti nella loro attività didattica. Personalmente sia in veste di docente e, dal 1989 in qualità di presidente, ho preteso sempre che la preparazione dei ragazzi non fosse al di sotto di un certo limite. Quale conseguenza di questo mio comportamento in uno dei cosiddetti diplomifici esistenti in Provincia di Siracusa, sono stati dichiarati non maturi, la prima volta 19 alunni su 23, la seconda 58 su 63. Il suddetto istituto ancora esiste pur avendo inviato, sia all'assessorato alla Pubblica istruzione della Sicilia, sia al ministero alla sezione scuole private, una dettagliata relazione in cui evidenziavo le grosse disfunzioni e irregolarità riscontrate nella scuola.
Per cui i test o indicatori di qualità penso che avranno poca efficacia se non si esercita un controllo serio. Sono stato presidente in istituti retti da suore, due volte a Torino e una a Siracusa, e pur essendoci stati alunni non maturi, la preparazione era abbastanza dignitosa e degna di considerazione. Sono convinto che anche le scuole cattoliche da una simile procedura subiranno una dequalificazione, come certamente la subirà la scuola pubblica. I docenti hanno bisogno di un confronto con altri docenti, è solo da questo confronto che si progredisce. Così come gli alunni al termine del loro corso di studi hanno la necessità di essere verificati nella loro preparazione da altri docenti. Purtroppo gli effetti di decisioni di questa valenza si ripercuotono sulla società nel lungo periodo, non sono come i bulloni o le magliette di una fabbrica in cui l'errore si nota subito e può essere corretto. In tal modo non si fa altro che rendere le superiori le nuove scuole medie e le università i nuovi licei. E' bene che, come ha detto in tanti suoi ultimi interventi, il ministro ascolti chi opera nella scuola. Sono sicuro che i diplomifici ne avranno un vantaggio e non si capisce come, le scuole, di Stato o no, possano esercitare un rigore nelle loro valutazioni sugli alunni esistendo altri che nessun controllo eserciteranno sui loro allievi. Forse si pensa di creare scuole ottime per pochi, e scadenti per le masse dei meno abbienti. Una nazione come la nostra, che come struttura economica di base ha solo le intelligenze, sarà destinata a regredire se saranno solo pochi ad acquisire conoscenze, competenze e capacità. Se non si riuscirà a far riflettere il ministro su questa sua posizione la dequalificazione culturale sarà elevata, per le nuove generazioni.
Giuseppe Moncada
preside del Liceo scientifico Majorana di Scordia
giuseppe.monada@tin.it


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