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Scioperi, ecco le nuove regole

La commissione di garanzia ha dato il via libera all'accordo Aran-sindacati sui servizi

22/12/2020
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ItaliaOggi

CArlo Forte

Via libera della commissione di garanzia all'accordo sottoscritto tra l'Aran e i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda-Unams e Anief, il 2 dicembre scorso, sui servizi minimi da garantire nelle scuole in caso di sciopero. Il placet della commissione è stato formalizzato con una delibera emessa il 17 dicembre scorso (13475). E il testo negoziale entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il garante degli scioperi ha motivato l'ok evidenziando che l'accordo recepisce in maniera sostanziale le principali richieste avanzate dalla stessa commissione e, al tempo stesso, rispetta il diritto di sciopero nel suo nucleo essenziale. L'intesa fornisce soluzioni innovative che consentiranno un netto miglioramento della qualità dell'informazione data alle famiglie e agli studenti interessati dallo sciopero. Che consentirà loro di formulare previsioni attendibili sull'effettivo impatto dell'astensione sulla continuità del servizio.

Le scuole, infatti, dovranno fornire ai genitori informazioni sul peso delle sigle sindacali che abbiano indetto l'astensione dal lavoro, le statistiche sulle adesioni pregresse dei docenti agli scioperi, e gli esiti delle comunicazioni volontarie di adesione all'agitazione in corso, sempre da parte dei docenti. E gli scioperi nella scuola non potranno essere indetti dall'1° al 5 settembre e nei tre giorni successivi alla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia o pasquale.

L'accordo costituisce un punto di mediazione tra la volontà dell'amministrazione, di limitare i disagi delle famiglie, e la necessità, per i sindacati, di evitare che il diritto di sciopero venisse irrimediabilmente compromesso. La questione era nata perché, in occasione delle agitazioni delle sigle minori, talvolta e del tutto immotivatamente, i genitori rinunciano a mandare i figli a scuola. Salvo poi verificare che allo sciopero abbia aderito una percentuale di docenti del tutto irrilevante.

La ratio, dunque, è quella di consentire alle famiglie di valutare in anticipo l'entità delle probabilità che lo sciopero ponga realmente a rischio l'erogazione del servizio. Ciò sulla base del peso reale delle organizzazioni sindacali che abbiano indetto l'astensione nella scuola frequentata dai propri figli. Per potenziare tale utilità, peraltro, il ministero dell'istruzione ha attivato una piattaforma nella quale le scuole dovranno inserire i dati sulle adesioni e gli effetti sull'erogazione del servizio. E nell'accordo è stata inserita una clausola che prevede la riapertura delle trattative, qualora dalle statistiche dovesse venire fuori che le astensioni dal lavoro da parte dei docenti dovessero bloccare frequentemente le scuole a causa degli scioperi. Fatto, questo, invero assai improbabile. Specie se si pensa che gli scioperi dei sindacati delle sigle più rappresentative, che sono quelli che vantano il maggior numero di adesioni, vengono indetti sporadicamente e congiuntamente. Sono sempre più rari, infatti, gli scioperi delle singole sigle. Fermo restando le iniziative dei piccoli sindacati.

L'intesa prevede, inoltre, l'individuazione di forme di astensione diverse dallo sciopero in senso stretto (sciopero virtuale) che saranno definite dalla contrattazione collettiva. Il testo negoziale comprende, inoltre, una clausola che impone ai dirigenti scolastici di invitare i docenti a manifestare le loro intenzioni con congruo anticipo. La lettera di invito conterrà il testo integrale della clausola, in modo tale da consentire ai docenti di prendere contezza del contenuto. E la dichiarazione consentirà agli insegnanti di esercitare liberamente la facoltà di comunicare la propria adesione o non adesione allo sciopero (e tale manifestazione di volontà assumerà carattere vincolante) oppure di esplicitare di non avere ancora preso una decisione al riguardo.

Ciò consentirà ai dirigenti scolastici di predisporre, in qualche misura, gli adempimenti organizzativi in vista dello sciopero, compresa una argomentata comunicazione alle famiglie. L'introduzione di una franchigia di 5 giorni dal 1° al 5 settembre e di tre giorni dalla fine delle vacanze è finalizzata, invece, ad evitare che la prospettiva di allungare le vacanze possa indurre i lavoratori ad aderire agli scioperi pur non avendo interesse alla vertenza su cui è basata l'agitazione. E dal lato dell'utenza, ad evitare che questa prospettiva induca i genitori ad astenersi dal dovere di garantire la frequenza a scuola dei propri figli.


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