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Salerno, scuola senza bidelli: «Rischi per i ragazzi, non riusciamo a pulire»

A marzo ci sarà l’internalizzazione degli ex Lsu. Ma intanto il servizio di pulizia è sospeso in diversi istituti. La protesta dei presidi: così le nostre scuole sono sporche e ci sono rischi per i ragazzi

15/01/2020
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Corriere della sera

VAlentina Santarpia

Milleduecento alunni, 12 plessi, sei bidelli in meno: «Che tradotto significano un intero piano senza sorveglianza, turni di nove ore e pulizia sommaria dei locali», denuncia Carla Romano, dirigente dell’istituto Rita Levi Montalcini di Salerno. Una maxi scuola che raccoglie bambini dai 3 ai 13 anni e che rischia di rimanere almeno fino a marzo senza il numero adeguato di Ata, ovvero di collaboratori scolastici, necessari alle sue esigenze. Tra i bidelli, infatti, il 25% è coperto da ex lavoratori socialmente utili, che con contratti a tempo determinato venivano assunti da ditte del territorio. Ora che la gestione del servizio di pulizia e vigilanza sta cambiando-con il decreto scuola si torna al personale interno, abbandonando gli appalti esterni che spesso non erano adeguati alle necessità, c’è una piccola rivoluzione in atto. Ma non in tutti i casi funziona tutto a dovere. «Nel nostro caso, solo a marzo avremo la gestione tutta interna. Intanto quella quota di ex Lsu in carico alla Manital ci è stata tolta perché l'azienda è fallita e nessuno ha interesse a rifare un contratto con soli due mesi di lavoro. Così siamo costretti a chiedere ai bidelli turni di nove anziché di sei ore, e soprattutto non riuscendo a coprire tutto, dobbiamo tralasciare un po' la pulizia e lasciare addirittura un piano scoperto. Sei persone sembrano poche, ma quando si hanno 12 plessi....».

E purtroppo la situazione sembra non essere isolata. Spiega Marco Uliano, preside di Napoli, che diverse scuole campane si trovano nella stessa condizione: «La Manital da giugno sta creando problemi. I lavoratori sono senza stipendio da mesi. Il punto è che né l’ufficio scolastico regionale né il ministero ci danno retta, perché probabilmente puntano tutti a marzo, a quando ci saranno lavoratori interni e certi problemi non si verificheranno più. Ma intanto noi abbiamo tanti plessi in difficoltà e non sappiamo a chi rivolgerci: da quando sono riprese le lezioni, dopo le vacanze estive, la situazione sta degenerando e nessuno ci dà ascolto.»