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Resto del Carlino-Provveditore? No, dirigente

Provveditore? No, dirigente Il 2001 doveva segnare l'addio ai Provveditorati. O meglio, la loro trasformazione in Centri Servizio Intermedi. Ma con l'avvento dell'era Moratti al ministero, tutto...

30/12/2001
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Il Resto del Carlino

Provveditore? No, dirigente

Il 2001 doveva segnare l'addio ai Provveditorati. O meglio, la loro trasformazione in Centri Servizio Intermedi. Ma con l'avvento dell'era Moratti al ministero, tutto si era bloccato. Cosa accadrà nel 2002? Avremo ancora a che fare con i Provveditorati oppure verrà tutto delegato alle scuole? 'A gennaio '#8212; spiega il Provveditore agli Studi, Paolo Marcheselli '#8212;, prenderà avvio la riforma dell'amministrazione scolastica che prevede la trasformazione dei Provveditorati in Centri Scolastici Amministrativi (C.S.A.), come organi della direzione generale regionale. Di fatto, il nuovo assetto non comporterà mutamenti traumatici, anche perchè gli ex Provveditorati rappresentano una realtà fortemente radicata nel territorio, con un'identità ben definita e subito percepibile da cittadini, studenti e famiglie".
Che compiti svolgeranno i nuovi Centri provinciali? "Continueranno a gestire le graduatorie provinciali del personale docente e non, garantiranno, alle scuole autonome, sostegno ed assistenza in materia amministrativa e contabile e valuteranno le risorse umane da assegnare alle singole scuole. Inoltre, verificheranno la coerenza tra il piano dell'offerta formativa e le politiche definite a livello regionale, forniranno supporto nella progettazione ed innovazione dell'offerta formativa. Infine, favoriranno l'integrazione del sistema scolastico con quello degli enti locali, delle associazioni imprenditoriali, di categoria e con l'Università.
Nessuna sostanziale novità".
Ma, non erano stati previsti i Centri Intermedi di Servizio?
" Infatti, il nuovo regolamento predisposto dal ministro Moratti (in attesa di approvazione degli organi di controllo) non prevede più i C.I.S. considerati un appesantimento della struttura periferica. I compiti, a loro assegnati, sono stati ricondotti ai C.S.A.".
Quale sarà il rapporto tra gli uffici scolastici regionali e questa struttura provinciale?
"Quest'ultima è un'articolazione di quella regionale che, a sua volta, costituisce un centro amministrativo autonomo al quale sono assegnate tutte le funzioni che il federalismo e la riforma del ministro spostano dal livello centrale a quello periferico. Questo anche se vi sono aspetti di indirizzo programmatico e di politica scolastica che riguardano direttamente l'Ufficio scolastico regionale, mentre altri, che necessitano maggiore vicinanza dell'amministrazione al cittadino, saranno gestiti dall'ufficio provinciale. Ad esempio il rapporto con le famiglie, i cittadini è meglio riconducibile ai C.S.A. A settembre 2002 diviene operativa la legge 112/98 che assegna nuovi compiti agli Enti locali. La riforma del sistema scolastico poggia sull'autonomia degli istituti e sul loro maggiore raccordo con il territorio. In tale contesto, era naturale prevedere un ruolo più forte di Comuni, Province e Regioni, al di là della mera responsabilità nell'edilizia scolastica".
In quali settori gli Enti locali possono operare?
"Soprattutto nella coerenza della distribuzione dei servizi scolastici in rapporto alle esigenze del territorio. Questo in aggiunta ai grandi temi del diritto allo studio ed al raccordo istruzione-formazione professionale. In questo nuovo quadro, il rapporto scuola-enti locali è ancor più strategico. Per questo, ai C.S.A. spetterà il compito di favorire, ancora di più, tale sinergia".
Come si rapporterà la nuova struttura nei confronti degli istituti scolastici? "L'autonomia didattica-gestionale degli istituti ha bisogno di tempo per consolidarsi e soprattutto necessita di supporto negli ambiti non gestibili dalle singole scuole. Ad esempio, la gestione delle pulizie attraverso appalti esterni è stata risolta attraverso la costituzione di un consorzio tra scuole promosso dal livello provinciale".
Da ultimo, quale sarà il futuro dei Provveditori?
"Di sicuro un futuro di maggiore impegno e responsabilità. Infatti, l'organico regionale prevede 18 dirigenti a fronte di 8 unità in servizio che dovranno dirigere i C.S.A. e contemporaneamente assumere responsabilità di settore nell'ambito della direzione regionale. Personalmente mi aspetto di mantenere la direzione del nuovo ufficio provinciale di Bologna. Nei prossimi giorn, saranno definiti gli assetti regionali.
Federica Gieri