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Resto del Carlino-Organi collegiali in pensione,ma le modifiche non piacciono

Organi collegiali in pensione, ma le modifiche non piacciono Dopo 27 anni di onorato servizio vanno in pensione gli organi collegiali così come abbiamo imparato a conoscerli. Infatti, nella ri...

30/12/2001
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Il Resto del Carlino

Organi collegiali in pensione,
ma le modifiche non piacciono

Dopo 27 anni di onorato servizio vanno in pensione gli organi collegiali così come abbiamo imparato a conoscerli. Infatti, nella riforma della scuola, anche loro subiranno notevoli modifiche (ancora in bozza). Tutte, però, già bocciate da studenti e docenti.
Nati nel 1974, questi strumenti di governo della scuola, col tempo hanno subito alcune trasformazioni. Sparito il Consiglio di disciplina degli studenti, sono rimasti, oltre agli organi a livello distrettuale e provinciale, il Comitato di valutazione degli insegnanti, il Consiglio di classe, il Collegio dei docenti (si occupa della didattica), il Consiglio di Istituto (cui fanno capo gli aspetti finanziari ed organizzativi) e la Giunta.
Ma questi organismi hanno più meriti o demeriti? 'Nel complesso non hanno funzionato '#8212; taglia corto Stefano, papà-docente '#8212; perché il coinvolgimento dei genitori nella scuola non è richiesto più di tanto.
L'esterno non ha la possibilità di incidere. Le decisioni sono prese all'interno degli istituti. Questo accade sovente ad eccezione di pochi casi illuminati'. 'Sono contrario alla presenza dei genitori nella scuola '#8212; ribatte Tommaso, studente con anni di Consigli di Istituto alle spalle '#8212; perché hanno una visione della scuola poco realistica. Come studenti, però, abbiamo un potere estremamente limitato. Il fondo-studenti è risibile e sui quei soldi possono metter bocca tutti. In più è difficile, per noi, reperire finanziamenti esterni'.
Ma anche dai prof, come Grazia, sono molto perplessi. 'Bisogna stare molto attenti alle lobby. In generale, il Collegio dei docenti funziona come espressione del nostro pensiero. Ma il rischio che certe tendenze prevalgano, è molto forte. In generale, vedo molta confusione e troppa burocrazia'.
Fa i distinguo ben precisi, Fiorella, rappresentante dei genitori in Consiglio ed insegnante. 'Quando tre anni fa partirono le prime sperimentazioni dell'autonomia '#8212; racconta '#8212;, questi organismi hanno funzionato. Al contrario, ora li vedo molto calati. I genitori sono poco competenti, ma quando qualcuno di loro, molto in gamba, entra nel merito delle questioni, viene emarginato. Chi gestisce veramente tutto, sono il preside ed i professori'.
Bocciatura in vista anche da parte del preside del Minghetti, Giorgio Innocenti. 'Per le famiglie, i problemi della scuola non sono visti come qualcosa che riguarda la collettività, bensì il singolo. I genitori vogliono parlare del proprio figlio, quindi, in Consiglio, tendono a concludere in fretta la parte comune all'andamento della scuola'. Ma Collegio dei docenti e Consiglio di Istituto lavorano bene? 'Nel Collegio si riesce a decidere poco. Più che altro è diventato un organo deliberativo. Ci si prepara prima e lì si vota. In Consiglio, invece, la parte del leone la fa il preside, più informato. Perciò, un Consiglio funziona se il dirigente fa circolare le idee. Il problema, semmai, è che il preside è un po' dappertutto: Giunta, Collegio, e Consiglio. Così è sia un controllore che un controllato. Un assurdo'.
Federica Gieri