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Repubblica -Scuola, pronta la legge delega ma sarà una riforma lenta

Il testo, sei articoli, sarà presentato venerdì in Consiglio dei ministri da Letizia Moratti Scuola, pronta la legge delega ma sarà una riforma lenta La maggioranza avrà tre ...

28/01/2002
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la Repubblica

Il testo, sei articoli, sarà presentato venerdì in Consiglio dei ministri da Letizia Moratti
Scuola, pronta la legge delega ma sarà una riforma lenta
La maggioranza avrà tre anni e mezzo per attuarla. Contrasti su materne e elementari
MARIO REGGIO


ROMA '#8212; La riforma Moratti è in dirittura d'arrivo. Sarà una legge delega composta da sei articoli e verrà presentata al Consiglio dei ministri di venerdì prossimo. L'accordo è già stato sottoscritto per cinque articoli, manca l'ultimo, quello delle disposizioni transitorie, dove si concentrano i contrasti interni alla Casa delle Libertà. Sarà una legge delega, e una volta ottenuto il via libera dal Parlamento il governo avrà tempo due anni, e su alcune materie altri diciotto mesi, per varare i decreti legislativi. La scelta di una riforma lenta, malgrado la fretta di Forza Italia, conferma le difficoltà all'interno della maggioranza, non ultima quella dei costi della riforma. Un problema che sta molto a cuore al ministro Tremonti, artefice principale dello stop durante il Consiglio dei ministri dell'11 gennaio.
Prima del varo la maggioranza dovrà trovare una mediazione su altri tre punti. Il primo è l'anticipazione dell'ingresso alla materna e alle elementari: nelle disposizioni transitorie è scritto che chi compie tre o sei anni entro il 28 febbraio potrà accedere al primo anno della materna o della elementare a partire dal prossimo anno scolastico. La norma non piace al CcdCdu che da sempre esprime dubbi sull'efficacia pedagogica dell'inserimento anticipato, anche se facoltativo. Il Biancofiore chiede che tutto rimanga come adesso, entrano in prima elementare tutti i nati entro il 31 dicembre. É anche disposto a mediare fino ad accettare quanto previsto dall'articolo 6, ma con verifiche obbligatorie e la possibilità di rivedere la norma se non funziona. E contro l'anticipo si sono schierate la maggiori associazioni delle scuole e delle famiglie cattoliche. An le affianca e lo ha confermato venerdì sulle colonne del Corriere della Sera Gianfranco Fini: "La scuola elementare non si tocca, non ci piace il biennio a cavallo tra l'ultimo anno delle elementari e il primo delle medie inferiori". La Lega, poi, chiede che in nome della devolution le competenze regionali non si fermino alla formazione professionale ma vengano estese a elementari, medie e licei.
Tutti, invece, sembrano convinti che la strada migliore per far marciare la riforma Moratti sia la legge delega. La maggioranza si rende conto che occorrono tempo e verifiche per mettere a punto una riforma complessa che blocca e cancella quella di Berlinguer. Ma il motivo è anche un altro: vista la scarsa disponibilità finanziaria, Palazzo Chigi vuole prendere tempo, sperando nella ripresa economica. Ecco un esempio: l'eventuale anticipo dell'ingresso di quattro o sei mesi porterebbe ad un aumento rispettivamente di 13 mila e 500 o 27 mila insegnanti, con un aumento di costi che andrebbe dai 490 ai 980 milioni di euro l'anno.


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