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Repubblica - Sciopero generale in 7 regioni Cofferati: "Non ci fermeremo"

Si estende la protesta sull'articolo 18 e sulle pensioni. Treni, domani stop di 4 ore Sciopero generale in 7 regioni Cofferati: "Non ci fermeremo" Il ministro Maroni ottimista: "Il c...

29/01/2002
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la Repubblica

Si estende la protesta sull'articolo 18 e sulle pensioni. Treni, domani stop di 4 ore
Sciopero generale in 7 regioni Cofferati: "Non ci fermeremo"
Il ministro Maroni ottimista: "Il clima è buono"
RICCARDO DE GENNARO


ROMA '#8212; L'iniziativa del governo contro l'articolo 18 spinge i lavoratori in piazza e i sindacati all'unità: se la sospensione della norma dello Statuto dei lavoratori dovesse passare, i primi (nei tre casi previsti dalla delega) sarebbero licenziabili anche senza giustificato motivo, mentre i secondi vedrebbero sensibilmente ridotto il loro potere contrattuale in fabbrica. Basta e avanza perché le organizzazioni sindacali alzino un muro contro l'attacco del governo e, dichiarandosi irremovibili "fino alla vittoria", chiedano lo stralcio, non la semplice modifica, delle norme sull'articolo 18 dalla delega per il lavoro.
A sostegno di questa posizione oggi si fermeranno e scenderanno in piazza, nell'ambito dello sciopero generale articolato proclamato da Cgil, Cisl e Uil, i lavoratori di sette regioni: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Basilicata, oltre alla provincia di Bolzano. Il sindacato produrrà il massimo sforzo di visibilità: 11 le manifestazioni nei principali capoluoghi, tre particolarmente significative, quelle di Bologna, Napoli e Milano, dove parleranno i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Sergio Cofferati, Savino Pezzotta, Luigi Angeletti e dove si prevedono decine di migliaia di lavoratori. Domani, invece, si fermerà per quattro ore l'intero settore ferroviario: i lavoratori scenderanno in sciopero contro le deleghe al governo su lavoro e previdenza dalle 9 alle 13. Non sciopera il trasporto aereo che si è fermato per otto ore il 18 gennaio e quelli del trasporto pubblico locale, che aderiscono alla protesta nelle date stabilite a livello regionale. Nessun impatto lo sciopero dei trasporti avrà poi sui traghetti Tirrenia, assicura la società. È stato revocato, invece, lo sciopero di quattro ore dei controllori di volo del centroradar di Linate aderenti alla FiltCgil, già programmato per la giornata di oggi: l'accordo è stato raggiunto ieri sera.
"Spiegatemi come può aiutare le assunzioni una norma che prevede la liberalizzazione dei licenziamenti", dice intanto il leader della Cgil, Sergio Cofferati, che definisce il "disegno del governo" contenuto anche nella delega sulle pensioni "iniquo e pericoloso". In un suo intervento fuori programma al congresso dello SpiCgil a Rimini, Cofferati ha ribadito la fermezza della linea sindacale: "Non ci fermeremo fino a quando non avremo ottenuto i risultati corrispondenti alle aspettative delle persone che rappresentiamo". Lasciando intendere che se dopo lo sciopero generale articolato, quello dei trasporti e quello del pubblico impiego, in programma il 15 febbraio, il governo non sarà ritornato sui suoi passi, Cgil, Cisl e Uil potrebbero decidere quello sciopero generale che tutti i congressi della Cgil stanno chiedendo con forza nelle loro mozioni finali.
Di fronte alla mobilitazione dei lavoratori, il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ostenta tranquillità e ottimismo: "Tranne che con qualcuno, il clima è buono", ha detto a Milano. Negando poi, dopo aver paragonato qualche settimana fa Cofferati a Saverio Borrelli, che il leader della Cgil sia la "bestia nera" del suo ministero così come il procuratore generale di Milano lo è per Castelli. Maroni commenta anche il manifesto realizzato dai sindacati milanesi dove si raffigurano lui, Tremonti, Berlusconi e Sirchia nelle vesti dei quattro della banda Bassotti: "Ho sempre avuto simpatia per i Bassotti, anche perché nonsono mai riusciti a realizzare i loro furti".
Quanto all'articolo 18, il Cnel raffredda intanto gli ardori delle Regioni. In un documento varato ieri dall'assemblea si dice esplicitamente che la disciplina del contratto, del rapporto di lavoro e del diritto sindacale rientrano "nella competenza esclusiva dello Stato".