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Ora toccherà al giudice del lavoro di Modena stabilire se la sanzione data sia legittima o no. Il lavoratore colpito dal provvedimento è un docente, Francesco Mele, che insegna Chimica all'istituto Meucci di Carpi. Il comportamento sanzionato con la censura è stata una telefonata al 113 durante un collegio docenti. ha
I fatti risalgono alla primavera. Un gruppo di insegnanti aveva chiesto di poter organizzare una riunione sugli effetti della riforma Gelmini, ma il preside, Paolo Davoli, aveva negato il permesso. ha invece indetto una nuova riunione, con un ordine del giorno diverso da quello presnetato dagli insegnanti. Quello che Mele contesta, e lo fanno anche altri otto colleghi, è che in quel collegio docenti non siano stati rispettati i loro diritti. Ecco perché la chiamata al 113.
Quella telefonata è stata, secondo il preside, una reazione spropositata. Ma altri docenti si accodano a Mele, con denunce all'ufficio scolastico provinciale, quello regionale e al ministero. Il direttore dell'Usr Marcello limina ha risposto in una lettera che "l'operato del preside è stato legittimo e accertato dalla verifica ispettiva". Agli otto insegnanti Limina ha scritto
che "le ripetute e scomposte azioni di protesta esercitate dai docenti si ritengono unicamente tese a condizionare l'operato del dirigente scolastico. A fronte di ulteriori condotte di pari tenore, questa direzione non potrà esimersi dall'attivazione di procedimenti idonei a censurare sotto il profilo disciplinare comportamenti palesemente in contrasto con i compiti specifici e con i doveri professionali a cui i docenti sono tenuti". Queste parole, secondo Mele, sono "un'azione di fatto intimidatoria". ( fonte: Dire)
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