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Repubblica/Genova: Da Mussi un segnale di svolta per la ricerca

Da lui molta concretezza in una fase non facile per gli atenei

24/06/2006
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la Repubblica

GAETANO BIGNARDI

ll 19 giugno scorso il ministro Fabio Mussi ha visitato l´Università di Genova. Non è stato un incontro rituale, come talvolta avveniva in passato, ma il ministro dell´Università e della Ricerca ha realizzato, con successo, un´immersione approfondita nella multiforme realtà del Genuense Atheneaum. Appare alquanto incoraggiante e gratificante per l´Università di Genova, che il ministro l´abbia scelta per avviare il suo percorso conoscitivo sul sistema universitario italiano e ci lascia ben sperare anche il modo, attento e aperto, in cui si è rapportato, senza filtri, con gli organi universitari, i docenti, i ricercatori, gli studenti, ricoprendo, in modo razionale ed armonico, il troppo spesso frammentato mosaico universitario. Anche la visita alla sede di Elsag, condotta assieme a me all´inizio della mattinata, con il desiderio di informazione sulle attività di ricerca delle società del gruppo Finmeccanica, è stata una novità interessante e positiva in quanto significativa dell´attenzione per il mondo dell´impresa più aperto all´innovazione e al dialogo con l´Università e di Genova in particolare. Ho accompagnato, poi attraverso le antiche sale dello storico Palazzo di via Balbi, un ministro desideroso di conoscere e di capire, animato dalla voglia di fare e del tutto lontano da quello stile trionfalistico e demagogico che aveva presto calato il velo grigio della delusione sulla comunità universitaria italiana. Le prime decisioni assunte, come quella sull´Infm, sono concrete e vanno nella direzione giusta di un settore molto importante della ricerca. Certo il ministro dell´Università e della Ricerca sa che le condizioni economiche in cui il nuovo governo ha ricevuto il Paese non sono incoraggianti, e che la competizione sociale, economica e scientifica saranno sempre più forti, ma ha mostrato bene di comprendere che potremo festeggiare tali sfide solo se sapremo attuare forti processi innovativi. I molteplici incontri del 19 giugno hanno bene mostrato che, per Fabio Mussi, l´Università con l´attività di ricerca e formazione, è il cuore pulsante della dinamica dello sviluppo, così vitale per il Paese, investito pesantemente dalle ricadute della globalizzazione senza saperne ancora sfruttare a pieno i vantaggi. In tutti i dibattiti è emersa la consapevolezza che il ruolo dello stesso Ateneo genovese, in una necessaria sinergia con tutti gli Enti di ricerca, ed i particolare con l´Iit, è strategico per fare uscire l´Italia dall´attuale stagnante situazione, ed è apparsa chiara la volontà di lavorare, tutti insieme, per ottenere questo risultato, con fiducia nell´impegno serio dell´intelligenza dei nostri giovani, con senso di responsabilità per le loro speranze e la loro voglia di futuro.

Certo, l´immediato futuro non si presenta particolarmente roseo poiché le disponibilità del ministro del Tesoro sono oggi quelle che sono e non consentono di dedicare al settore della ricerca i fondi previsti dall´agenda di Lisbona, né di avvicinarsi alla consistenza numerica di ricercatori degli altri principali Paesi Europei: il nostro ministro sa di non poter fare miracoli, ma ho fiducia che mutando la situazione, l´Università possa ora sperare di assumere il ruolo che le compete per lo sviluppo del Paese. In altre parole, dobbiamo ancora resistere un poco, ma non ho visto il pessimismo della ragione sopraffare l´ottimismo della volontà, e ho riconosciuto piuttosto il realismo di chi vuol conoscere bene il contesto in cui deve operare, per modificare in meglio la realtà esistente.

*Rettore dell´Università