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Registri scolastici bloccati l'hacker chiede il riscatto

La società è privata ma da decenni si occupa di fornire strumenti informatici utili alle scuole che possono scegliere, in base all'utilizzo della piattaforma, tra contratti di 500 euro fino a un massimo di 3 mila euro

08/04/2021
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Il Messaggero

Un riscatto chiesto via Telegram: decine di migliaia di euro per avere indietro i dati sulla formazione e gli esiti di verifiche e interrogazioni di migliaia di studenti. L'attacco hacker è avvenuto alla vigilia di Pasqua «Erano le due di notte del venerdì Santo quando la società che gestisce il nostro portale ci ha avvisato di quello che era accaduto», spiega Stefano Rocchi, amministratore unico della società Axios, che dal 1988 si occupa di fornire alle scuole strumenti informatici e piattaforme dove caricare e gestibili dati ritenuti sensibili. 
Oltre al cosiddetto registro informatico, infatti, la società eroga anche altri servizi di utilità per tutto il comparto amministrativo di una scuola: «Dalla rendicontazione degli stipendi - prosegue Rocchi - alla contabilità, fino alla gestione degli archivi e del magazzino». Immediatamente è partito il controllo e quando sul canale Telegram è arrivata quella richiesta di riscatto - da pagare in bitcoin - la società si è rifiutata rivolgendosi alla polizia postale. Ora anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti contestando il reato di accesso abusivo al sistema informatico. «Abbiamo sporto denuncia - ricorda l'amministratore unico di Axios - e fin da subito abbiamo iniziato a lavorare per il ripristino della piattaforma».
LA PIATTAFORMAChe non è affatto impopolare. In Italia ci sono 2.500 scuole che la utilizzano, a Roma tra i 220 istituti superiori si parla del 98% e a cascata centinaia di classi dove i professori, soprattutto in questo periodo di pandemia scandito dalla didattica a distanza, hanno caricato i risultati delle prove, dei compiti, i voti delle interrogazioni, le note degli studenti più indisciplinati fino a permettere alle famiglie di controllare, sempre da remoto, l'effettiva presenza alle lezioni dei propri figli. Tutto bloccato, hackerato ma non rubato. «I dati fortunatamente - precisa Rocchi - sono in salvo, dopo le verifiche e dopo l'intervento della polizia (che sta cercando di dare un nome e cognome ai pirati informatici), possiamo dire a tutti i nostri clienti che i dati non sono persi, ci sono tutti». Dai voti, per l'appunto, all'attività svolta in classe o nelle sezioni virtuali con le lezioni, le annotazioni dei docenti e i compiti impartiti negli ultimi mesi. 
I DISSERVIZIDi certo però l'attacco ha bloccato l'utilizzo della piattaforma a tutte le scuole che con Axios hanno un contratto. La società è privata ma da decenni si occupa di fornire strumenti informatici utili alle scuole che possono scegliere, in base all'utilizzo della piattaforma, tra contratti di 500 euro fino a un massimo di 3 mila euro.
Il down ha dunque provocato non pochi problemi. Oltre al timore di aver perso delle informazioni utilissime per gli scrutini finali, ieri con la riapertura delle scuole compresi i licei in media con il 50% della presenza in classe i professori hanno dovuto ingegnarsi per trovare metodi alternativi. Chi ha riportato tutto a mano su un foglio di carta, riservandosi di inserire i dati non appena il programma tornerà disponibile, alle scuole che hanno aperto una casella di posta interna per le famiglie necessaria a comunicare ad esempio le assenze. «Ci mancava anche questo - commenta la vicepresidente dell'AssoPresidi di Roma e del Lazio Cristina Costarelli - speriamo che la piattaforma torni presto in funzione». L'amministratore unico di Axios fa sapere al riguardo che «la società sta operando per intensificare la sicurezza perché comprenderà - prosegue Rocchi - che ora anche un bambino di 8 anni molto pratico potrebbe tentare un nuovo attacco». La previsione è quella di ripristinare la piattaforma già venerdì ma certamente sarà in funzione da lunedì.
Non è questo il primo attacco che la società subisce anche se dal 1988 - anno di nascita - i casi si sono concentrati tutti nell'ultimo periodo in concomitanza con l'exploit delle lezioni da remoto imposte dalla pandemia. «L'anno scorso - spiega l'amministratore unico di Axios - subimmo un altro attacco ma in quel caso era di altra natura, era un attacco dos dove una serie di computer cosiddetti zombie bombardano di richiesta un solo indirizzo Ip al fine di mandarlo in tilt. Come se una persona fosse subissata da miliardi di domande in contemporanea tanto da svenire». All'epoca - sempre sotto le festività pasquali - la piattaforma fu indisponibile per un giorno e mezzo. «Vogliamo tranquillizzare i nostri clienti - conclude Rocchi - nulla si è perso e tutto sarà recuperato».
Camilla Mozzetti
Giuseppe Scarpa