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Quota 100, esodo massiccio di insegnanti. A settembre 70mila posti vacanti

Si prevedono 20mila domende entro fine mese. Già è record di supplenti: oltre 160mila. Un docente su cinque in Italia è precario. A rilento i concorsi per coprire le caselle vuote

23/02/2019
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la Repubblica

Salvo Intravaia

La fuga dalla scuola con quota 100 si sta trasformando in un vero e proprio esodo di massa. E all’orizzonte si intravede già un avvio dell’anno scolastico tutto in salita con una percentuale di precari, la cosiddetta supplentite che il governo Renzi aveva cercato di bloccare, quasi certamente in aumento. In pochissimi giorni le domande presentate per andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 di servizio sono cresciute da 8mila e 500 a 13mila. Un'accelerazione dopo le prime due settimane in cui le richieste sono andate a rilento. Per inoltrare la domanda c’è tempo fino a giovedì 28 febbraio: mancano ancora sei giorni e la probabilità che le uscite dalla scuola possano arrivare a 18/20mila è quindi molto alta.

I posti attualmente vacanti, occupati da supplenti fino al 31 agosto, secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Istruzione, ammontano a 36mila unità e poco più di 15mila sono stati i docenti, in possesso dei requisiti previsti dalla legge Fornero, che si sono prenotati il pensionamento lo scorso mese di dicembre. Saranno almeno 70mila le cattedre vacanti a settembre. Riusciranno gli uffici periferici del ministero ad occuparle tutte per garantire un ordinato avvio dell’anno scolastico? Già la scorsa estate 15mila posti (su 57mila immissioni in ruolo autorizzate dal ministero dell’Economia) restarono vuoti per mancanza di aspiranti. Perché il grosso delle cattedre libere si trova al Nord mentre le liste dei precari sono ancora consistenti al Sud.

In questi mesi, la quota di supplenti in servizio nelle 8mila e 500 scuole italiane ha raggiunto (secondo i dati dell’ufficio Statistica del Miur) il record degli ultimi dieci anni: 164mila unità, pari al 18,5% del totale. In altre parole, oggi, un docente in servizio su cinque è precario e soggetto a cambiare istituto il prossimo anno. Per riempire le caselle vuote, ed avere più candidati da immettere in ruolo, si stanno svolgendo i concorsi riservati per l’insegnamento alla scuola media e al superiore, quelli per insegnare nella scuola dell’infanzia e alla primaria ed è in corso di svolgimento il Fit (il percorso di formazione iniziale) per chi ha vinto il concorso bandito a seguito della Buona scuola.

Ma la prima selezione, riservata agli abilitati non inclusi nelle Graduatorie ad esaurimento (da cui vengono reclutati ogni anno metà degli immessi in ruolo) procede molto a rilento. Bandita nel febbraio del 2018, pur essendo l’esame una formalità (un colloquio e via, senza possibilità di bocciatura), gli uffici scolastici regionali stanno trovando mille difficoltà per la nomina delle commissioni. Il concorso riservato agli abilitati con almeno due anni di servizio alla materna e alla primaria è stato bandito a ottobre 2018 e in questi giorni si stanno formando le commissioni giudicatrici. Non è quindi sicuro che le operazioni si concluderanno in tempo per immettere in ruolo i vincitori. E a settembre, soprattutto sul sostegno, molti dirigenti scolastici non sapranno chi inviare in classe.


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