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Pubblico impiego, Patroni Griffi riapre la porta ai sindacati

I rappresentanti dei lavoratori convocati il 13 gennaio a Palazzo Vidoni: verrà loro proposto un modello contrattuale unico, con aumenti salariali frutto dei risparmi e da assegnare solo ai lavoratori produttivi. Pantaleo (Flc-Cgil) mette le mani avanti: i contratti non si finanziano con le economie di spesa. Il confronto è pure una verifica della tregua tra Cgil, Cisl e Uil.

30/12/2011
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“Bisogna cambiare pagina rispetto all’era Brunetta che aveva cancellato qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacale”. A sostenerlo è il segretario della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, in vista dell’incontro che i sindacati terranno il prossimo 13 gennaio a Palazzo Vidoni con il ministro della Funzione Pubblica, Patroni Griffi. Il confronto  avrà "come oggetto – ha fatto sapere genericamente il Ministero - le varie questioni aperte nel settore del pubblico impiego".
Secondo fonti di agenzia, però, sulla convocazione potrebbe avere avuto un peso non trascurabile l’esito dello sciopero generale del pubblico impiego, indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl lo scorso 19 dicembre, con adesioni oltre il 9 per cento. Sul tavolo dovrebbe arrivare in primis di modello contrattuale: l'ideaè quella di approdare a un modello unico che venga condivisoanche da Regioni ed enti locali. E ovviamente dai sindacati, soprattutto dallaCgil, che non ha firmato l'accordo dell'aprile 2009. Inoltre, ilMinistro dovrebbe porre all'attenzione dei sindacati la questione del dividendo di efficienza, ossia le risorse che vengono risparmiate da ridistribuire in termini di produttività. "Sarebbe opportuno - ha detto Patroni Griffi - mettere in pratica la leggeche prevede di destinare il 50 per centodei nuovi risparmi alle buste paga dei lavoratori".
“È sicuramente un segnale apprezzabile la convocazione del 13 Gennaio da parte del Ministro”, ha sottolineato Pantaleo, che però ha anche messo le mani avanti sulla premialità: “non siamo d’accordo con l’idea che i contratti siano finanziati con i risparmi, come evidenziato dalla Legge 133 che prevedeva di destinare il 30 per cento dei risparmi al personale”. La Cgil intende anche sollevare la questione del precariato: “bisogna affrontare urgentemente alcune priorità per ridare valore e dignità al lavoro pubblico umiliato dal precedente Governo. In primo luogo occorre garantire la ripresa delle stabilizzazioni e il rinnovo dei contratti dei precari in tutte le pubbliche amministrazioni. Per università, ricerca e Afam bisogna allentare i vincoli della Legge Brunetta e le rigidità finanziarie e, favorire, in raccordo con il Miur, un piano pluriennale di immissione in ruolo nella scuola”.
Il Ministro non ha sicuramente messo in agenda la discussione del rinnovo dei contratti, visto il blocco imposto fino al 2014. Ma non la pensa così la Cgil: “È inaccettabile – ha detto Pantaleo -il blocco dei contratti fino al 2014 senza peraltro alcuna garanzia del rinnovo a quella data, mentre i salari vengono falcidiati dall’inflazione e dall’aumento delle tasse. Inoltre non possono essere più tollerati vincoli burocratici sulla contrattazione decentrata. Chiederemo perciò di garantire l’esigibilità della contrattazione integrativa e il pieno rispetto dei contratti vigenti”.
La convocazione del 13 gennaio rappresenta anche un banco di prova per verificare la tenuta della tregua avviata prima di Natale tra la stessa Cgil rispetto a Cisl e Uil. Anche stavolta le strategie dei comparti dipenderanno dalle scelte fatte a livello di confederazione. Per il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, se il rapporto verrà definitivamente recuperato "dipenderà dalle cose che si vogliono fare insieme: auspichiamo che si creino le condizioni perché viva ancora".
Più possibilista è apparso il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta, il quale è convinto che una "condivisione con gli altri sindacati di un progetto di riforma della Pubblica amministrazione possa far bene: vedremo se sarà possibile". Poi però, a proposito dello sciopero del 19 dicembre contro il Governo Monti, si fa scappare una battuta che non sembra orientata al clima natalizio: "si è basato sulle critiche alla manovra e anche sul mancato confronto. C'è chi preferiva andare in piazza tutti i giorni e chi ha cercato un confronto…".