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«Pronti a lottare» I ragazzi italiani si mobilitano

«Noi giovani ci stiamo mobilitando. Cambieremo il futuro dell’umanità. Questo è un nuovo Sessantotto, sarà ricordato nei libri di storia».

14/03/2019
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Corriere della sera
Paola D’Amico

«Noi giovani ci stiamo mobilitando. Cambieremo il futuro dell’umanità. Questo è un nuovo Sessantotto, sarà ricordato nei libri di storia». Parola di Aran, David, Valentina, alcuni dei giovanissimi protagonisti dello «Sciopero Globale» nelle scuole per il futuro e il clima. Una generazione di attivisti in erba, preparati e radicati nel territorio in cui vivono. Studiano, si documentano, si confrontano. Si preparano da mesi alla mobilitazione di domani. Miriam Martinelli, al terzo anno di un istituto agrario di Milano, sprona i coetanei: «Siamo partiti da soli e man mano nelle varie scuole e città in tanti si sono aggregati». Il movimento #FridaysForFuture ha la sua pagina Facebook. Ma i giovanissimi si coordinano attraverso WhatsApp. Aran Cosentino, 16 anni, è di Udine, dove è conosciuto come il «guardiano del torrente Alberone», per aver contrastato il progetto di costruzione di una centrale idroelettrica. Da un mese, tutti i venerdì dopo la scuola, manifesta in piazza: una prova generale dello sciopero del 15. La protesta dilaga. Il tam tam passa sugli smartphone. Scrive Paolo da Parma: «Ci siamo anche noi». Gli fanno eco Michele da Taranto, Gaia dall’Isola d’Elba: «Restiamo uniti». E ancora messaggi da Mantova, Rimini, Cagliari, Bergamo e Carpi, Siena e Lecce: «Non c’è una gerarchia e siamo tutti protagonisti». In Italia hanno già aderito giovani da 109 città e ogni giorno si aggiungono persone, non solo studenti. «Sono tutti benvenuti, perché come dice Greta c’è bisogno di tutti». Da Rovigo, Matteo Grigolato, terzo anno di liceo scientifico, ha approfondito il tema «con Legambiente, durante l’alternanza scuola-lavoro. Poi con la mia classe ci siamo mobilitati coinvolgendo gli altri licei». Con loro altri studenti, più grandi. Come gli universitari dell’associazione «Resilient Gap» (Glocal Action Project) nata per iniziativa degli studenti di Ingegneria ambientale del Politecnico di Milano. «Siamo un network al quale partecipano anche Statale e Bicocca e diverse ong, da Legambiente — dice Alessandro De Giovanni — a Greenpeace. Dopo il corteo del mattino, metteremo le nostre competenze al servizio dei più giovani». Perché c’è ancora tanto da fare e «noi non molliamo».