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Prof identificati durante le lezioni Scoppia la polemica sul blitz al liceo

Ventiquattro ore dopo quella che viene definita una normale operazione voluta e programmata dall'ex ministro Giulia Bongiorno, è esploso il caso.

18/10/2019
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La Stampa

Prof identificati durante le lezioni Scoppia la polemica sul blitz al liceo

Lodovico Poletto

lodovico poletto
torino
Sono arrivati a scuola in borghese, senza fare troppo clamore, quando le lezioni erano in corso e senza farsi notare da studenti e passanti. Hanno controllato i documenti dei professori presenti, annotato ogni cosa e se ne sono andati dando la mano a tutti: «Grazie di tutto e scusate il disturbo. Ma è il nostro lavoro».
Ventiquattro ore dopo quella che viene definita una normale operazione voluta e programmata dall'ex ministro Giulia Bongiorno, è esploso il caso. Tra polemiche e prese di posizione anche dure. Perché - dicono - la Finanza che va a controllare una scuola non s'era mai vista. E poi, che scuola: un classico nel cuore di Torino, il «Gioberti», istituto storico e stra blasonato. Scuola statale, a due passi dall'Università. E subito c'è stato chi ha gridato allo scandalo: «Ma che cosa pensavano di trovare?». «Ma insomma, sotto queste volte non s'era mai visto niente del genere». Tra prese di posizione dei sindacati e messaggi indignati sulle chat. Per dire Natale Alfonso, Coordinatore nazionale per il comparto scuola della Cu, parla di «Atto che è segno di una deriva autoritaria che va combattuta con forza». E spiega: «Questa è una pessima novità che dà prova della mancanza di rispetto e fiducia per le colleghe e i colleghi, e persino nei confronti dello stesso dirigente scolastico. Si sappia che fra i suoi compiti istituzionali c'è anche quello di controllo la presenza del personale». I ragazzi ci scherzano su. Gli insegnanti un po' meno. E la Cisl punta il dito. Parla di «dubbia utilità di un controllo del genere». Puntualizza: «La presenza dei docenti viene verificata ogni giorno con la firma nei registri elettronici. Oltre al fatto che, nel mondo dell'istruzione, i fenomeni di assenteismo sono a livelli bassissimi»
Insomma, è scoppiato il caso. Che cosa cercavano? Gli assenteisti ovviamente. E non era - come s'è detto - un'operazione nata così, per caso. Fa parte di un progetto che era predisposto dall'ex ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno. Controlli a campione in tutte le città, nei luoghi dove ci sono dipendenti pubblici. Ne sono previsti 70 su tutto il territorio nazionale per l'anno in corso. Interesseranno - oppure hanno già interessato - altre città.
«Ma altrove non ci sono state prese di posizione così indignate. La Guardia di Finanza ha agito con discrezione, seguendo le direttive ministeriali» spiega il generale comandante provinciale di Torino, Guido Mario Geremia. «Mi domando per quale ragione si sia gridato allo scandalo. La Finanza andrà ovunque ci sono dipendenti pubblici. Nessuno può considerasi al di sopra della legge: noi abbiamo semplicemente eseguito un controllo su disposizione della presidenza del Consiglio dei ministri, funzione pubblica».
Eppure, a sentire adesso le reazioni, è chiaro che al «Gioberti» la visita dei militari non è andata giù. E anche il nuovo Governo non ha gradito. «Sinceramente questi controlli li ritengo più che ridondanti nella scuola pubblica, e per più di un motivo» dice in una nota, il sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro. «Gli istituti scolastici, avendo a che fare con la vigilanza e tutela dei minori, sono già molto attenti e organizzati per questo tipo di controlli. Mi attiverò- per concertare un protocollo di collaborazione tra Miur e Gdf in grado di effettuare verifiche simili con procedure e strumenti alternativi».