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Per i disabili mancano 40 mila docenti posti coperti anche da chi non ha i titoli

Come è possibile, allora, che non si trovino docenti disposti a dedicarsi al sostegno se poi ce ne sono a decine di migliaia, ogni anno, che coprono quel ruolo anche se non sono abilitati a farlo?

14/04/2019
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Il Messaggero

Il docente di sostegno non c'è e la cattedra, nel migliore dei casi, viene affidata al primo supplente che capita, anche senza specializzazione. Altrimenti resta proprio scoperta. Eppure con una specializzazione sul sostegno il posto nella scuola italiana, per gli insegnanti, è praticamente assicurato. Come è possibile, allora, che non si trovino docenti disposti a dedicarsi al sostegno se poi ce ne sono a decine di migliaia, ogni anno, che coprono quel ruolo anche se non sono abilitati a farlo? È un paradosso, apparentemente inspiegabile. Ma di fatto è così. 
LE CIFREBasta dare un'occhiata ai numeri dell'anno scolastico in corso: per 245.723 studenti con disabilità, ci sono 141.412 docenti sul sostegno. Di questi, circa 50mila sono supplenti e la maggior parte proviene dalle graduatorie di seconda e terza fascia, spesso senza specializzazione sul sostegno. Se ne stimano circa 40mila: si tratta di diplomati o laureati in altre materie, anche senza abilitazione per l'insegnamento. Il primo problema, quindi, sta nel trovare i docenti specializzati da mettere in cattedra ma la ricerca non è semplice: innanzitutto c'è da fare i conti con una sempre maggiore richiesta di sostegno, da parte delle famiglie. Se quest'anno i ragazzi con disabilità sono oltre 245mila, un anno fa erano 10mila di meno: 234.658. E dieci anni fa, nell'anno scolastico 2007-2008 erano 174.404. I motivi di un aumento simile vanno ricercati su vari fattori: da un lato c'è la maggiore attenzione ai problemi dei ragazzi da parte delle famiglie, dall'altro va tenuto conto delle oggettive difficoltà da parte dei docenti nel far lezione in classi sovraffollate dove si rischia di lasciare indietro i ragazzi più fragili, per i quali si chiede il sostegno con più frequenza rispetto al passato. Per gli aspiranti docenti quindi il sostegno rappresenta una valida strada per entrare di ruolo e spesso succede che gli insegnanti, una volta ottenuta la cattedra sul sostegno, chiedano poi il trasferimento su cattedra comune. Il Miur sta cercando di rimediare con vincoli pluriennali e classi di concorso ad hoc, per evitare che il sostegno diventi un lasciapassare per il ruolo. 
Ma il problema non è da individuare solo nell'aumento dei ragazzi con disabilità certificata. Esiste anche una sorta di imbuto formativo che, di fatto, fino ad oggi non ha messo a disposizione i posti per la formazione sul sostegno. Da qui il numero ancora troppo esiguo di specializzati. Secondo un rapporto della Cisl scuola, infatti, nel triennio 2012/2015 era stato stimato un fabbisogno di oltre 21mila docenti di sostegno ma per arrivare a questo numero di specializzati è stato necessario attendere sei anni: circa 22mila docenti specializzati in più, solo che nel frattempo le necessità delle scuole erano ancora aumentate. Con il risultato che, ad esempio, quest'anno dei 13.329 posti messi a disposizione dal ministero dell'istruzione per le assunzioni se ne sono potuti assegnare solo 1.682, appena il 13%. Non c'erano docenti da assumere, quelli in regola con la specializzazione sul sostegno. Segno evidente che oggi, nelle scuole, molti dei supplenti di sostegno non sono abilitati per coprire quel ruolo, altrimenti sarebbero stati tutti assunti. Il ministro Bussetti, per sanare questa mancanza, ha annunciato 40mila nuove specializzazione nei prossimi tre anni. Si parte quest'anno con i corsi per i primi 14.224. 
Lorena Loiacono