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Pagella con assegno la scuola che paga gli alunni più bravi

I migliori riceveranno da 100 a 150 euro necessari voti alti e almeno 9 in condotta

04/05/2018
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la Repubblica

Michele Bocci

La data più attesa in questo lungo e basso palazzone di mattoni rossi alla prima periferia di Arezzo è il 19 maggio.

Quel giorno quaranta assegni saranno consegnati nelle mani degli studenti più in gamba del Buonarroti — Fossombroni. Non si tratta di geni da olimpiadi di matematica o italiano ma di allievi con una media dal 7 e mezzo in su e almeno 9 in condotta. L’Istituto di istruzione superiore aretino, dove si formano tecnici delle costruzioni e economici, ha deciso di premiare il merito con 100, 120 o 150 euro a seconda dell’andamento scolastico. «Non la definirei una borsa di studio — spiega nel suo ufficio la preside Silvana Valentini — Si tratta di un modo per incentivare i ragazzi, per far scattare la motivazione allo studio e promuovere comportamenti corretti in classe». Al contrario di quello che spesso avviene per le borse, inoltre, il numero dei premiati non è predeterminato.

«L’anno prossimo potranno ricevere i soldi più allievi — dice sempre la dirigente scolastica — anzi, noi ce lo auguriamo, il nostro spirito è alzare il livello di preparazione dei ragazzi».

Il Buonarroti — Fossombroni ha usato fondi suoi per avviare il progetto, ideato nel gennaio scorso. Solo successivamente si sono uniti anche alcuni sponsor, in particolare aziende della provincia che fanno progetti di scuola-lavoro con l’istituto. Ce n’è una che produce vestiti per bambini e altre del settore orafo. Il 19 saranno a scuola per le premiazioni. «Saremmo partiti comunque anche senza di loro — dice sempre la preside — Abbiamo utilizzato 4-5 mila euro del nostro bilancio, risparmiando sulla pubblicità finalizzata alle iscrizioni dell’anno prossimo. Questa idea ci sembrava più importante, proprio perché serve a spingere i nostri ragazzi a fare sempre meglio. E poi vogliamo dimostrare che la nostra scuola è ben collegata al mondo del lavoro».

Per calcolare la media dei voti necessaria ad accedere al premio sono stati considerati i risultati del primo scrutinio dei 930 studenti della scuola.

Questo anche perché spesso, si spiega, i professori sono un po’ più di manica larga allo scrutinio di fine anno, quando qualcuno deve recuperare per non essere bocciato o rimandato. E poi si vuole far capire che è importante applicarsi fin dall’inizio e costantemente.

Il 19 non si farà un evento unico per tutta la scuola. Le premiazioni si svolgeranno solo per due o tre classi contemporaneamente, nell’arco della giornata. «Questo perché ci interessa proprio che sia la cerchia ristretta dei compagni a far scattare il desiderio di crescere come studenti. La motivazione nata nel gruppo dei pari è più forte rispetto a quella che può dare un genitore o un docente — dice sempre Silvana Valentini — In ogni classe c’è almeno un ragazzo che merita il premio. È la dimostrazione che siamo riusciti a coinvolgere non un ristretto numero di bravissimi studenti con voti particolarmente alti. Qui possono farcela tutta. E abbiamo visto qualcuno che rischiava la bocciatura tornare sopra la media del 6 anche grazie alla nostra iniziativa».

Nelle superiori italiane non sono molto diffuse le borse di studio e i contributi in denaro per gli studenti, che invece sono la norma nelle Università. Alcuni istituti magari danno dei buoni da utilizzare presso aziende sponsor ma l’assegno è molto raro.

Nella scuola di Arezzo sanno di aver avuto un’idea originale e sono pure consapevoli che potranno esserci polemiche intorno all’iniziativa. Intanto si sono fatti l’idea che i circa 160 ragazzi che hanno chiesto di iscriversi qui in prima il prossimo anno scolastico siano stati anche attratti dal premio.

Certo, i soldi non sono tantissimi ma ascoltando Giulia, che frequenta la seconda ed è tra gli studenti con la media più alta di tutta la scuola, si capisce quale possa essere la loro importanza.

«Io non li spenderò subito, li metterò da parte per continuare a studiare. Vengo da una famiglia modesta e i miei devono fare sacrifici per il mio futuro. Con questo premio, e lavorando, li voglio aiutare».